
Per battere la crisi spunta l’ipotesi rottamazione
Rottamazione non solo per le
auto, ma anche per gli elettrodomestici. E’ con un occhio rivolto anche
all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni che il Governo sta
studiando un pacchetto di misure per ridurre l’impatto della crisi economica
globale sulla struttura produttiva italiana. Una serie di interventi che
potrebbe essere messa a punto già la prossima settimana e che dovrebbe
comprendere anche un meccanismo di garanzia del credito per le aziende che
venissero a trovarsi in difficoltà.
L’ipotesi su cui si sta
riflettendo all’interno dell’Esecutivo è quella di un meccanismo di
rottamazione rivolto sia alle automobili che agli elettrodomestici. Un progetto
a cui lavorano in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico e che si
muove nel filone del programma di incentivi 'Industria 2015' puntando a
combinare efficienza energetica e innovazione. I primi due bandi del programma,
dedicati a 'efficienza energetica' e 'mobilità sostenibile' si sono chiusi a
metà settembre e hanno a disposizione 380 milioni. I progetti presentati sono
142, per 3 miliardi di investimenti. A dicembre si chiude il terzo bando per il
Made in Italy (180 milioni di incentivi) e nel 2009 ce ne saranno per Beni culturali
e turismo, Biotecnologie, Informatica e tlc, Aerospazio. Nel 2009 dovrebbero
rendersi disponibili 6,5 miliardi del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (Fas),
a cui potrebbero aggiungersi altri 3,5 miliardi dei programmi regionali Poin.
Le risorse già disponibili per interventi di sostegno alle imprese nel 2009
sono quindi tra i 9 e i 10 miliardi. Non c’è invece una quantificazione delle
risorse che in questa fase di stretta sul credito serviranno per garantire i
prestiti delle banche alle imprese che, pur non trovandosi in uno stato di
crisi vero e proprio, sono in una situazione di difficoltà. Per le auto il
progetto di rottamazione e la sostituzione con veicoli Euro 4 potrebbe essere
rivolto anche a quelli Euro 2 e non solo Euro 0 o Euro 1.
Intanto, si consolida l’orientamento di inserire le nuove norme anti Opa nel decreto salvabanche con un emendamento. Le nuove norme ammorbidirebbero la passivity rule avvicinando il regime italiano a quello tedesco, in particolare esentando i Cda delle società sotto scalata dall’obbligo di ottenere il via libera dell’assemblea prima di attuare manovre difensive. Il rafforzamento delle difese sarebbe possibile per tutte le società quotate in Borsa senza distinzioni tra strategiche o meno e si accompagnerebbe al dimezzamento dal 2 all’1% della soglia oltre la quale una partecipazione è considerata rilevante e quindi soggetta all’obbligo di comunicazione.
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