
Improvvisa fiammata per i prezzi
internazionali delle materie prime. Stamane il barile di petrolio,
indirettamente colpito dal nuovo deprezzamento del dollaro innescato dai dati
negativi sull’economia di oltre Atlantico, ha toccato a New York la nuova quota
record di 102,08 dollari. Sulla piazza internazionale di Londra il barile di
Brent, il greggio del mare del Nord, è arrivato invece a 100,12 dollari. In
Italia il prezzo della benzina resta sui massimi, con molte compagnie che hanno
ritoccato i listini all’insù.
Ma non è solo il petrolio a
destare preoccupazioni. Ieri, sul mercato londinese, l’oro ha fatto segnare il
nuovo record storico: il contratto spot ha raggiunto i 964,99 dollari l’oncia.
Il record precedente, fatto segnare il 21 febbraio, era di 953,91 dollari.
Massimi degli ultimi 27 anni anche per l’argento, a 19,44 dollari l’oncia.
Alla chiusura del mercato al Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole, infine, il prezzo del grano ha raggiunto il record storico toccando quasi i 30 centesimi di euro al chilo.
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