
Con l’inizio dell’esame della
documentazione del Fisco entra oggi nel vivo l’inchiesta della Procura di Roma
sul caso dei redditi degli italiani per l’anno 2005 finiti su Internet. Mentre
il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ritiene che la vicenda non
costituisca “una violazione così paurosa” ed il Codacons annuncia la richiesta
di risarcimento di 20 miliardi di euro da distribuirsi tra i 38 milioni di
contribuenti italiani, il procuratore aggiunto Franco Ionta, titolare del
fascicolo aperto per l’ipotesi di reato di violazione della privacy, si
appresta a studiare il carteggio dell’Agenzia delle Entrate che ha chiesto di
acquisire tramite la Polizia postale. Si tratta di documenti nei quali
dovrebbero essere indicati disposizioni e modalitĂ della messa in rete dei
dati, ritenuti indispensabili per definire ruoli e responsabilitĂ
dell’iniziativa. Esaurita questa fase il magistrato provvederà a convocare
dirigenti e funzionari del fisco per sentire la loro versione e, quasi
certamente, anche il vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco. La posizione
di quest’ultimo, che all’indomani della divulgazione dei dati parlò di
decisione adottata in base alle norme in vigore, sarà subordinata all’eventuale
configurazione di responsabilitĂ nella vicenda. Stesso discorso vale per
Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle Entrate.
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