
Si è svolta a Roma, presso la sede dell’Abi, la XLI giornata del credito dedicata quest’anno al tema “Strategie delle banche per il territorio nel mercato globale”. Al dibattito ha preso parte anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha sottolineato prima di tutto come la crisi in atto sia “la dimostrazione più evidente del crescente grado di integrazione dei mercati finanziari e di una loro interdipendenza”: le distinzioni del passato tra una dimensione economica locale e una globale, insomma, “vanno riconsiderate”. Una delle principali conseguenze è che occorre “rivedere i rapporti tra sistema bancario, economie locali e tessuto imprenditoriale, in particolare per quanto riguarda l’accesso al credito delle piccole e medie imprese”.
Le imprese della distribuzione,
in questo contesto, hanno tre istanze ben precise. Sangalli le ha elencate sottolineando che “il modello di
intermediazione del credito deve continuare a fondarsi su una continuitĂ di
relazioni con la clientela, aspetto di particolare importanza soprattutto per
le pmi; resta l’esigenza di un riequilibrio delle fonti di finanziamento delle
imprese, che avvertono l’esigenza di una politica bancaria che privilegi
impieghi a medio/lungo termine; l’intenzione da parte delle banche di mantenere
un adeguato radicamento territoriale deve essere qualcosa di piĂą di uno slogan
indicando la volontà di svolgere un’azione che supporti la continuità dei
rapporti e favorisca la conoscenza dei cicli produttivi e distributivi delle
attività locali”. A quest’ultimo proposito il presidente di Confcommercio ha
sottolineato che “solo la prossimità e la continuità delle relazioni permettono
di acquisire informazioni, soprattutto di natura qualitativa, sui clienti, in
modo da poter determinare in modo più preciso il loro merito del credito”. E’
così che è “possibile superare, nella determinazione del rating, i limiti del
trattamento automatico delle informazioni che tendono a privilegiare gli
elementi quantitativi”. Un ruolo
importante nel superamento dei divari che permangono tra banche e piccole
imprese possono rivestirlo i confidi, ma “a patto che, accanto al rafforzamento
patrimoniale, mantengano le loro caratteristiche di forte radicamento
territoriale e di integrazione nel sistema delle imprese”.
Infine, Sangalli ha evidenziato che occorre “migliorare il livello di competitività e di efficienza di tutti i servizi finanziari, in particolare per quanto riguarda l’area degli strumenti di incasso e di pagamento”, perché “gli oneri a carico delle imprese commerciali rimangono molto elevati e addirittura per talune attività assorbono totalmente il margine commerciale”. E “una maggiore diffusione della moneta elettronica fornirebbe tra l’altro anche un valido aiuto in funzione antirapina, soprattutto alle categorie commerciali a maggiore rischio come quelle di tabaccai e benzinai. Migliorare l’efficienza e la concorrenzialità dei servizi elettronici di pagamento e di incasso è dunque oggi una necessità , avendo a riferimento sia la dimensione produttiva e distributiva territoriale, sia un maggior grado di efficienza e di competitività del nostro sistema economico nel suo complesso”.
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