
La tabella di marcia è stata
rispettata: il governo ha approvato il decreto sulla sicurezza sul lavoro. Ora
il testo unico, oltre 300 articoli, passerĂ all'esame delle commissioni
parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, poi arriverĂ il via libera
definitivo. Le modifiche dell’ultima ora non hanno però convinto le
associazioni datoriali.
Sotto accusa, come sempre,
l’inasprimento delle sanzioni.
Romano Prodi difende però il
lavoro fatto: “non c’è alcun intento punitivo e questo decreto non mette nel
mirino le imprese ma mette al centro la tutela della persona umana. E’ una
conquista di civiltĂ . Le polemiche e le contrapposizioni su un tema come la
sicurezza sul posto di lavoro sono un’offesa per tutti, ma soprattutto verso i
lavoratori”.
La pena massima resta l’arresto,
ma il tetto scende da due anni a 18 mesi, e poi si prevede la possibilitĂ di
cavarsela, se si ripristina la legalità , pagando un’ammenda.
Modifiche rispetto al testo
originario che sono state fatte con la precisa intenzione di comporre le
divergenze, accorciare le distanze con gli imprenditori.
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