
Sangalli:
“confronto, coesione e responsabilità per superare la crisi”
La
debolezza della domanda interna, in particolare dei consumi delle famiglie, che
rappresenta il vero “tallone d’Achille” dell’economia italiana; la riduzione
strutturale della pressione fiscale, in particolare la detassazione totale
delle tredicesime; una maggiore cooperazione tra banca e impresa. Questi i temi
affrontati dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo intervento
al Consiglio generale della Confederazione svoltosi alla presenza del
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Si
è trattato di un incontro che ha rappresentato – ha sottolineato Sangalli – “un
tassello importante di una fase di rafforzato confronto tra Governo, forze
sociali, sistema bancario, assolutamente necessario per affrontare con maggiore
coesione tanto la crisi del sistema bancario e finanziario, quanto e
soprattutto il suo impatto sull’economia reale”. A quest’ultimo proposito, il
presidente di Confcommercio è tornato appunto a sottolineare che è “la
debolezza della domanda interna, ed in particolare dei consumi delle famiglie,
il vero tallone d’Achille dell’economia italiana”. E, passato il tempo delle
“giuste e necessarie risposte urgenti all’emergenza della crisi finanziaria”, è
ora necessario “dedicare straordinaria attenzione ed impegno alla mobilitazione
di tutte le politiche e di tutti gli strumenti utili a far ingranare al nostro
Paese il passo di marcia di una crescita più robusta e di migliore qualità”.
Come? “Non esitando a procedere ad ulteriori riduzioni del costo del denaro” e,
più in generale, con “una lettura più espansiva del Patto di Stabilità e di
Crescita, rendendo così agibili sia misure di riduzione della pressione
fiscale, sia il finanziamento di investimenti in infrastrutture”. Ciò però non
significa, ha detto Sangalli, “allentare il rigore sui conti pubblici”, sui
quali anzi “bisogna essere più che mai rigorosi”. “Pensiamo – ha specificato -
che bisogna continuare a lavorare per costruire condizioni di riduzione strutturale
della pressione fiscale: controllando, ristrutturando e riqualificando,
riducendo la spesa pubblica improduttiva; recuperando evasione ed elusione;
integrando il principio del pagare tutti per pagare meno con quello del pagare
meno per pagare tutti; attuando un federalismo fiscale all’insegna del
principio di responsabilità nella spesa e nella tassazione”.
Intanto,
però, c’è bisogno di interventi immediati. Per Sangalli è dunque “il momento di
confermare e rafforzare le misure di riduzione del prelievo fiscale su
straordinari, premi e sulla redistribuzione degli incrementi di produttività e
di verificare la praticabilità di misure di alleggerimento della tassazione
sulle tredicesime”. Certo, quest’ultima misura
“costerebbe
tra gli 8 ed i 9 miliardi di euro”, ma “oltre 5 miliardi si tradurrebbero in
consumi”. E dunque “verifichiamo, ma non esitiamo a valorizzare ogni margine di
manovra disponibile. Sarebbe davvero un intervento importante: per i lavoratori
e le famiglie e per tutte le imprese, produttrici o distributive che esse
siano”
Per
quanto riguarda infine i rapporti tra banche e imprese, le PMI in particolare,
Sangalli ha evidenziato la necessità di rafforzare il sistema dei consorzi di
garanzia fidi e di prevedere, anche per i prestiti erogati per loro tramite,
l’attivazione della garanzia sovrana dello Stato”. E in senso generale, serve
“maggiore collaborazione, maggiore cooperazione tra banca e impresa”, oltre
all’istituzione di “una cabina di monitoraggio della crisi, che veda la
partecipazione dell’Esecutivo, delle parti sociali, del sistema bancario”.
Questo tavolo di lavoro potrebbe, ha suggerito Sangalli, discutere ed attuare
misure
come “la deducibilità per l’acquisto di beni di consumo durevoli, la
detassazione degli utili reinvestiti ed i crediti d’imposta sugli investimenti,
anche con finalità di efficientamento energetico; gli ammortamenti anticipati;
la deducibilità degli oneri finanziari; la riduzione dei tempi di pagamento
delle pubbliche amministrazioni e la tempestività dei rimborsi fiscali;
l’adeguata valutazione dell’impatto della crisi in sede di studi di settore”.
“Confronto
serrato, coesione e responsabilità – ha concluso il presidente di Confcommercio
– sono dunque la condizione di metodo per fronteggiare e superare la crisi”.
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