
“Gli italiani hanno determinato
una decisa semplificazione del sistema dei partiti politici e, soprattutto,
condizioni di stabile governabilitĂ . Queste condizioni, attese da tempo, vanno
messe a frutto. Rapidamente e bene. Perché, da troppo tempo, l’economia
italiana cresce troppo poco. E la debolezza di questa crescita non consente
risposte adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini”. Il presidente di
Confcommercio, Carlo Sangalli, ha iniziato così la sua relazione all’Assemblea
Generale della Confederazione svoltasi a Roma presso l’Auditorium della
Conciliazione. Si è trattato di un appello forte alla responsabilità comune, in
un momento giudicato quanto mai propizio per arrivare a quelle profonde riforme
economiche e sociali di cui il Paese ha assoluto bisogno. “Non sono consentiti
né sconti, né scorciatoie”, ha infatti sottolineato Sangalli. E per questo “è
tempo in Italia, in Europa, nel mondo non di meno, ma di più politica”.
Il nostro Paese, in particolare,
ha bisogno di “una buona politica che abbia la forza e la responsabilità , in un
confronto aperto e costruttivo con il mercato e con le forze dell’impresa e del
lavoro, di definire regole sobrie - cioè poche, necessarie e sufficienti - e di
costruire istituzioni che ne presidino il funzionamento e il rispetto”. Per
questo, il presidente di Confcommercio ha rinnovato l’auspicio, formulato nel
corso della campagna elettorale nel Manifesto programmatico di Confcommercio
“Crescere di più, crescere meglio. Venti tesi per una legislatura costituente”,
che “questa sia davvero una legislatura costituente, positivamente
contrassegnata dalla capacitĂ della politica tutta di ritrovare ragioni
d’intesa”.
Il metodo costituente “è anche
il metodo di chi non indulge nel declinismo e non si rassegna al ritratto
dell’Italia come Paese infelice”. In questo senso debbono fare la loro parte
anche le parti sociali, evitando quella “dittatura del breve termine che è
stata il punto debole dell’esperienza storica della concertazione”, per la
quale occorre urgentemente una “manutenzione straordinaria” senza “poteri di
veto” e con il “contributo di ciascuno sulla base della sua capacità di analisi
e di proposta”. Gli interessi – ha sottolineato Sangalli – debbono essere
“misurati in ragione del loro apporto all’economia reale del Paese. E
l’economia dei servizi che Confcommercio largamente rappresenta, oggi è ben più
del 40% del Pil e ben più del 40% dell’occupazione”. Il Paese, insomma, ha
bisogno di “perfezionare ciò che è oggi imperfetto e di completare ciò che è
oggi incompiuto”. Anche perché il non fare ha un costo, “stimato – per il
periodo 2008-2020Â e con riferimento
alle infrastrutture energetiche, al ciclo dei rifiuti, alle tangenziali e alle
autostrade, all’Alta velocità ferroviaria – nella cifra astronomica di 251
miliardi di euro”.
Un fondamentale banco di prova
di una legislatura costituente, ha proseguito Sangalli - “saranno le riforme
necessarie per fare davvero dell’Italia una Repubblica federale, soprattutto
con la realizzazione del federalismo fiscale”. E la “condizione fondamentale
per la costruzione di un federalismo correttamente competitivo e correttamente
solidale” è quella di “chiedere a tutti, in ogni area del Paese e ad ogni
livello dell’architettura istituzionale, responsabilitĂ e rendicontabilitĂ
nell’utilizzo della leva fiscale e nelle scelte di allocazione delle risorse
pubbliche”. In questo contesto, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali
può “essere considerata come la cartina al tornasole dell’impegno per il
federalismo procompetitivo”. Il federalismo, insomma, è “un’occasione per fare
finalmente ordine sul chi fa che cosa, per fare meno Stato e più sviluppo”.
“Stavolta nel nostro Paese – ribadito Sangalli concludendo il suo intervento - governare è possibile perché ci sono un Governo e una maggioranza parlamentare che hanno numeri e coesione programmatica adeguati per farlo con prospettiva, e un’ opposizione pronta a consentire o a dissentire sulla base di valutazioni di merito”. Sono pronte anche le forze sociali, quindi “si può decidere presto ed anche sulla scorta di un confronto che – fermi restando distinti ruoli e distinte responsabilità – può arricchire la qualità delle scelte”. E Confcommercio lavorerà “affinché queste premesse si mantengano e si sviluppino”.
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