
In momenti di crisi economica come questi ci sono “isole felici” che sembrano immuni da qualsiasi turbolenza: i circoli culturali. La particolarità di questi circoli, è che agiscono come dei veri e propri locali pubblici con tanto di vendita di cibo e bevande ai loro soci. Fino a qui ci si potrebbe chiedere dove sta il problema. In realtà, un piccolo problema esiste: se operi come un locale ma ti “travesti” da circolo culturale non paghi le tasse. Tradotto, la legge 383 del 2000 che contiene la “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”, di cui fanno parte anche i circoli Arci, prevede che “le quote e i contributi corrisposti alle associazioni di promozione sociale non concorrono alla formazione della base imponibile, ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti”. Sono anni che commercianti e ristoratori, a fronte di una concorrenza platealmente sleale, si lamentano ma senza ottenere nessuna risposta concreta perché i controlli in realtà non esistono. Sono trentaquattromila i circoli culturali e ricreativi italiani che vendono cibo e bevande (anche alcoliche, naturalmente) ai loro soci, oltre cinquemila sono affiliati all’Arci, l’Associazione culturale e ricreativa italiana che conta quasi un milione e duecentomila soci. Secondo la Fipe, in Italia i circoli culturali e ricreativi fanno un giro d’affari di 5,5 miliardi di euro l’anno praticamente esentasse. E danno lavoro a 80 mila dipendenti mascherati da “volontari”, pagati solo attraverso un rimborso spese, pochi euro all'ora senza contributi. I punti ristoro dei circoli non pagano l’Iva, non pagano imposte dirette e nemmeno quelle locali. In pratica devono versare solo la tassa dei rifiuti ma in versione “ridotta” pari a un quinto di quella pagata da bar e ristoranti. Risultato: il punto ristoro di un circolo risparmia rispetto a un bar il 24% del giro d'affari in sconti fiscali e un altro 12% in risparmi sul costo del lavoro. A pagare il conto in tutta questa situazione è lo Stato, che perde circa un miliardo di euro l’anno. Interpellato sull’argomento, il sottosegretario all’Economia con delega per il fisco, Daniele Molgora, ha sottolineato la necessità di aumentare i controlli. “Nel pacchetto anticrisi – ha detto Molgora – abbiamo introdotto un nuovo strumento di controllo, una sorta di anagrafe fiscale per tutti i circoli. Per ottenere gli sconti fiscali bisognerà dare all’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni sulla tua attività”.
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