
“Consegneremo le chiavi delle nostre aziende ai ministri Tremonti e Scajola”. Con queste parole il presidente di Assopetroli, Enrico Risaliti, ha voluto testimoniare tutta la delusione della categoria colpita dalla conversione in legge del Decreto 112 che contiene anche i parametri della Robin Hood Tax ed ha annunciato lo stato di agitazione della categoria e una manifestazione con mille autobotti nelle piazze di Roma da realizzare ai primi di ottobre. “E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – ha detto Risaliti – stavamo già soffrendo da un paio di anni ma la crisi si è esasperata con l’introduzione di questa tassa”. Risaliti ha poi sottolineato di non essere contrario nella sostanza a tassare i super profitti ma “il governo si deve essere distratto perché noi siamo l'ultimo anello della catena che non c’entra niente con i pozzi petroliferi”. Un altro problema è arrivato dalla ristrutturazione della distribuzione dei carburanti: “Noi abbiamo il 40% dei distributori sulla rete stradale - ha detto Risaliti - il ministro Scajola il 3 giugno ci aveva proposto un tavolo tecnico di concertazione per arrivare ad un disegno di legge, ora invece ha preferito un decreto legge e la cosa ci ha gettato in uno stato di agitazione”. Per il presidente di Assopetroli il rischio, con un decreto che mira alla liberalizzazione ma senza contorni, è quello di avere una proliferazione di impianti e una dequalificazione del servizio stradale. Riguardo al mercato extrarete invece Risaliti ha spiegato che “con le banche che restringono gli affidamenti e l'aumento esagerato dei prodotti petroliferi la nostra categoria è in ginocchio”.
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