
Nel suo bollettino di febbraio,
la Banca centrale Europea lancia l’allarme sul rallentamento dell’economia.
Sulla crescita, sottolinea Francoforte, regna un’incertezza che i banchieri
centrali definiscono “insolitamente elevata” e che non può che confermare al ribasso i rischi per
l’attività economica. La situazione attuale, continua la Banca centrale, è però
caratterizzata anche dal rialzo dei prezzi, che, dopo l'impennata
dell'inflazione al 3,2% a gennaio, potrebberoÂ
aumentare ancora nel breve periodo. L’invito rivolto dalla Bce, la cui “massima priorità ” rimane la
stabilitĂ dei prezzi, e'Â quindi quello
di evitare effetti di secondo livello, prima di tutto tenendo sotto controllo i
salari. Sull'economia di Eurolandia potrebbero pesare “ricadute più estese del
previsto” della crisi finanziaria internazionale, oltre che un ulteriore
rincaro del prezzo del petrolio e delle materie prime alimentari. Ed e'
''probabile'', peraltro, che sull'economia siÂ
ripercuotano anche gli effetti del rallentamento degli Stati Uniti. I
segni della decelerazione si vedono del
resto anche nei primi dati sul quarto trimestre resi noti da Eurostat. Tra
ottobre e dicembre, Eurolandia è
cresciuta dello 0,4% contro il +0,8% del terzoÂ
trimestre. La frenata e' netta in Francia dove si e' passati dal +0,8% al +0,3% e in Germania (da +0,7% a
+0,3%). In controtendenza si e' invece
mossa la Spagna dove il Pil è cresciuto dello 0,8%, dal +0,7% del terzo
trimestre. Fedele al suo mandato, la
Bce evidenzia quindi i “rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio
termine”, quelli che la scorsa
settimana l'hanno indotta a lasciare i tassi invariati nonostante i segnali non
ottimali sulla crescita. I rischi sono in gran parte “connessi alla possibilitĂ
di una crescita salariale più vigorosa
del previsto” che va evitata.
Secondo Francoforte e' infatti
''indispensabile che tutte le parti
coinvolte mostrino senso di responsabilità e che siano evitati effetti di secondo impatto sul processo
di formazione dei salari”. Affermazioni che piacciono però poco al mondo
sindacale, in particolare alla Uil che vede “un rischio concreto di deriva tecnocratica nelle
indicazioni della Banca Centrale
Europea”.
Nel bollettino, la Bce dedica attenzione infine anche al mercato immobiliare. Nel 2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia hanno mostrato ''una moderazione''. Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni e' invece rimasto ''in linea con quello registrato nel 2006''.
Nella prima meta' dello scorso
anno l'aumento dei prezzi e'Â stato
infatti nel nostro Paese del 6,6%, dal 6,7% del 2006. In ''marcata diminuzione'' in Eurolandia infine
la domanda di mutui alle famiglie per
l'acquisto di abitazioni nel quarto trimestreÂ
2007 (-36% dal -15% dell'indagine precedente
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