
Il presidente di Confcommercio,
Carlo Sangalli, è intervenuto a Milano al convegno di apertura della
manifestazione Ristorazione 2008. Sangalli
in apertura ha sottolineato la “valenza economica di un settore che fattura
quasi 7 miliardi e che riveste anche una importante funzione sociale e
culturale. Se sono due miliardi i pasti consumati ogni anno in collettività,
nei luoghi più diversi, dalle aziende, alle scuole, alle università, alle
strutture sanitarie o assistenziali, fino ai grandi mezzi di trasporto non
posso non pensare a quante occasioni ognuno di noi ha di entrare in contatto
con questo mondo.
Basti
pensare al ruolo delle mense scolastiche, che forniscono non solo un servizio
alle famiglie, ma una vera e propria funzione educativa per l’acquisizione da
parte dei bambini del gusto del cibo e dell’apprendimento dei principi di una
corretta alimentazione”.
“Sappiamo
tutti – ha continuato il presidente di Confcommercio - che una sana alimentazione
è alla base della salute dell’individuo e che oggi la nostra società paga i
costi sociali di malattie che hanno spesso un’origine alimentare, a cominciare
dall’obesità, fino alle patologie cardiovascolari. Ridare valore e centralità
al cibo è quindi una sfida culturale che deve coinvolgere anche quelle società,
come la nostra, in cui il bisogno di alimentarsi è ampiamente soddisfatto.
Questo, tuttavia, non dovrebbe farci dimenticare di affacciarci fuori dalla
finestra di casa nostra, nel resto del mondo, dove invece ci sono almeno un
miliardo di persone per le quali il problema di ogni giorno è quello della
sopravvivenza. Trovare cibo e acqua è la loro attività principale, spesso
l’unica”.
Dunque,
secondo Sangalli è la globalizzazione che ci pone davanti alla più grande sfida
del millennio: “garantire il diritto ad una alimentazione sana, sicura e
sufficiente per tutto il pianeta. E non a caso Nutrire il pianeta, energia per
la vita è il tema centrale dell’Expo 2015”.
“Con
queste premesse – ha osservato Sangalli - è facile comprendere quale decisivo
ruolo avrà la ristorazione nell’ambito dell’Expo. Un ruolo
fondamentale non soltanto per la grande e prestigiosa tradizione che la
ristorazione vanta nel nostro Paese, ma anche perché essa è un tassello fondamentale
della filiera agro-alimentare, sulla quale si investono sempre più risorse – la
manifestazione di oggi ne è una chiaro esempio – per migliorarne l’efficienza
con processi di innovazione sempre più all’avanguardia.
Le stime prevedono che nei sei
mesi di svolgimento dell’esposizione universale bisognerà
gestire e garantire servizi – di
accoglienza, di mobilità, di ristorazione, appunto – a oltre 29 milioni di
visitatori e oltre 175 rappresentanze di espositori di cui 120 appartenenti a
Paesi stranieri”.
A fronte di questi numeri, per
il presidente di Confcommercio serve “una ristorazione solida e organizzata ma
c’è bisogno anche di un sistema imprenditoriale robusto ed efficiente, che
possa fare affidamento su risorse e infrastrutture all’altezza della sfida che
l’Italia ha voluto raccogliere con la candidatura per l’Expo 2015. Le risorse ci sono - un miliardo e quattrocento
milioni sono già stati stanziati dal governo – e altre ne arriveranno, mi
auguro, ma bisognerà saperle utilizzare al meglio, valorizzando le potenzialità
di partnership fra pubblico e privato e ottimizzando gli interventi.
Senza perdere tempo, perché il
2015 è ormai vicino e costituisce non solo un banco di prova ma un’opportunità
per Milano e per l’intero Paese”.
“Un
Paese – ha concluso Sangalli - che ha bisogno di rilanciare crescita e consumi,
di portare a compimento le vere liberalizzazioni, di investire in capitale
umano, in innovazione e imprenditorialità, di superare quel gap
infrastrutturale nel settore dei trasporti che ci allontana dall’Europa e dal
mondo. Un mondo che sin da ora, in vista del 2015, ha già i riflettori puntati
su di noi”.
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