
Il vertice straordinario
dell’Eurogruppo, riunitosi a Parigi domenica, ha stabilito che i quindici Paesi
della zona euro garantiranno i prestiti interbancari e la ricapitalizzazione
delle banche in difficoltà. L’accordo è flessibile, nel senso che ogni Paese
deciderà in concreto come porre in atto queste garanzie. In particolare
verranno varate misure straordinarie contemporaneamente dai Consigli dei
Ministri di Italia, Francia, Austria e Germania. Il presidente francese Nicolas
Sarkozy ha espresso l'auspicio che misure analoghe vengano adottate da tutti i
Paesi dell'Unione Europea: oggi ne parleranno in Lussemburgo i ministri degli
Esteri dell’Ue, in vista del vertice fissato per mercoledì e giovedì a
Bruxelles. L’Unione Europea chiederà inoltre agli Stati Uniti di organizzare un
vertice internazionale per definire una riforma complessiva del sistema
finanziario globale. Tra le misure approvate, ha spiegato il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, c'è la sospensione del mark to market: “Con le
decisioni prese oggi si sospende la regola del mark to market, secondo cui le
aziende dovevano abbattere il valore patrimoniale in bilancio e possono
rimanere sui valori precedentemente dichiarati”. “Gli Stati membri devono agire
in un quadro comune, coordinando le loro azioni. - ha detto nella conferenza
stampa finale il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso -
Crediamo che sia molto importante assicurare questa coerenza, anche con i Paesi
membri che non fanno parte della zona euro, come il Regno Unito, per restaurare
la fiducia nei mercati”. “I governi daranno garanzie pubbliche per il
rifinanziamento del sistema bancario”, ha confermato Nicolas Sarkozy al termine
del vertice di Parigi. Il rifinanziamento delle banche sarà “limitato” alla
fine del 2009 e “alle condizione di mercato”, ha aggiunto Sarkozy specificando
che “ogni Paese membro potrà rafforzare il capitale delle proprie banche”.
“Bisogna ridare liquidità alle banche, perché diano finanziamenti a medio
termine, soprattutto alle famiglie e alle piccole imprese: per questo stiamo
varando questo piano, che tutti i paesi applicheranno, anche se con
flessibilità”, ha sottolineato Sarkozy. Il presidente francese ha ammesso che
gli 'Euroquindici' si sono divisi sulle cifre del piano europeo anticrisi,
riferendo che alla fine saranno annunciate singolarmente domani dai governi
nazionali. “Abbiamo discusso tra di noi per annunciare delle cifre, in modo da
dare credibilità al piano”, ha detto Sarkozy, spiegando che alla fine ci si è
limitati a fissare dei principi che saranno messi in pratica domani dai governi
nazionali, in maniera concertata. “Il tempo delle cifre è domani”, ha aggiunto
il capo dell'Eliseo. “Non faremo regali alle banche - ha sottolineato Sarkozy -
Gli stati faranno pagare gli interventi al loro giusto prezzo. I management che
falliscono saranno messi da parte, non dovranno avvantaggiarsi da questo
piano”.
Il premier Berlusconi ha
spiegato che in Italia non ci saranno ricapitalizzazioni: “Riteniamo che dopo
Unicredit non appaia oggi la necessità di ulteriori ricapitalizzazioni”. Il
presidente del Consiglio si è mostrato ottimista sulla situazione italiana: “La
nostra posizione è ottimale, molto meglio degli altri Paesi”. Berlusconi si è
detto fiducioso sulla reazione del mercato al piano dell'Eurogruppo: “Immagino
che i mercati possano prendere atto e che i provvedimenti decisi oggi possano
ridare fiducia agli investitori”. Analogo auspicio è stato espresso dal premier
inglese Gordon Brown, che non ha partecipato al vertice, non facendo parte
dell’Eurogruppo, ma ha incontrato poco prima il presidente Sarkozy: “In pochi
giorni tornerà la fiducia nel sistema bancario”, ha detto, lasciando l’Eliseo.
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