
Secondo le rilevazioni di IRI Infoscan, riportati in una
nota di Federdistribuzione, a settembre i prezzi dei prodotti alimentari nei
punti vendita della grande distribuzione organizzata sono scesi di quasi 2
punti percentuali rispetto alla media nazionale. “Anche in questa difficile
situazione per le famiglie italiane abbiamo voluto dare un segnale forte – ha
affermato Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione – da tempo stiamo
lavorando per garantire la capacità di spesa dei consumatori e il
soddisfacimento dei loro bisogni, aumentando le promozioni e introducendo in
assortimento un numero sempre maggiore di prodotti a prezzo contenuto. Con i
prodotti a marchio delle nostre insegne assicuriamo, infine, la qualità delle
marche leader ad un prezzo inferiore fino al 30%”. “I consumatori – ha aggiunto
Barberini -ci riconoscono questi impegni e con sempre maggiore fiducia entrano
nei nostri punti vendita. Ma ciò che facciamo noi non può bastare. E'
necessario che il mondo politico e istituzionale si impegni nella realizzazione
di una vera politica dei consumi, sostenendo i redditi delle famiglie, a
cominciare dalla detassazione della tredicesima, per fare nuovamente della
domanda interna il vero propulsore della crescita del Paese”. Sempre in base
alle rilevazioni di IRI Infoscan,
per quanto riguarda i prodotti di largo consumo confezionato, nel mese
di settembre 2008 rispetto al mese precedente da segnalare il dato relativo
alla pasta di semola: la rilevazione del carrello della spesa per le famiglie
mostra un calo complessivo del prezzo per il mercato del -1,6%, ma il dato
relativo al prezzo delle marche private delle insegne distributive registra
addirittura un -4,4%, a ulteriore conferma della convenienza di questo tipo di
prodotti e dello spostamento verso queste preferenze degli acquisti delle
famiglie. Più in generale, evidenzia Federdistribuzione, si rileva un calo dei
prezzi per il comparto delle bevande pari al -1,3%, per i prodotti freschi del -1,6%, per i
surgelati del -4,1%, per i latticini del -2,4%, per l’ortofrutta del -1,9% e
per la drogheria alimentare
(scatolame) del -1,3%.
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