
Nella sede nazionale di
Confcommercio a Roma si è tenuta una tavola rotonda per presentare la ricerca
realizzata da Figisc e Anisa su “La distribuzione carburanti: libro bianco
sulla concorrenza”. Hanno partecipato il presidente Figisc-Anisa Confcommercio,
Luca Squeri, il presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, il
presidente di Assopetroli, Enrico Risaliti, il responsabile Energia e Ambiente
di Adiconsum, Pieraldo Isolani, il senatore di Forza Italia Giorgio
Straguadagno e Francesco De Angelis, assessore per le attivitĂ produttive della
Regione Lazio, candidato Pd. Il presidente Squeri introducendo la
ricerca, ha sottolineato che “l’immagine della rete distributiva dei carburanti
che emerge dall’indagine è ben diversa da quella purtroppo consueta che
addebita al sistema distributivo italiano la responsabilità dell’aumento dei
prezzi della benzina in un mercato senza concorrenza”. “I risultati della
ricerca – ha osservato Squeri – hanno smentito seccamente questo pregiudizio,
rivelando in primo luogo che esiste una varietà di prezzi diversi all’interno
di ogni campione che trascende di gran lunga la varietĂ dei marchi petroliferi
in competizione: esiste un prezzo diverso ogni due impianti”. “Il nostro lavoro
– ha infine precisato precisato il presidente Figisc-Anisa - evidenzia che
nello stesso bacino d'utenza chi predilige lo sconto, scegliendo il fai da te,
può arrivare su mille litri l’anno a un risparmio di 150 euro all’anno”.
Secondo il presidente dell’Unione Petrolifera Pasquale De Vita “oggi in
Italia “possiamo comprare la benzina allo stesso prezzo della media europea.
“Sul mercato interno – ha spiegato De Vita - ci sono ripercussioni dei prezzi
dei prodotto petroliferi internazionali. Come Unione stiamo osservando con
attenzione e vediamo che i prezzi italiani sono allineati con quelli europei,
non c'è differenza, la forbice non si è allargata”.
Secondo De Vita, però, gli
aumenti dei carburanti “stanno giustificando aumenti che non c'entrano con i
carburanti: qualcuno autorizza con gli aumenti dei prezzi dei carburanti, ad
esempio, gli aumenti dei prezzi delle zucchine, che hanno un aumento molto piĂą
alto di quanto incida effettivamente il prezzo del gasolio per il trasporto”.
Il prezzo del gasolio “è aumentato
– ha concluso De Vita – perché sul mercato internazionale costa di più, in
quanto c'è stata una forte richiesta. Questo è un nuovo assetto di mercato”.
Per i consumatori è intervenuto il responsabile Energia e Ambiente di
Adiconsum, Pieraldo Isolani che ha sottolineato come la legittima difesa
del settore non possa passare attraverso un no a priori all’ingresso della Gdo.
“Se l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione sulla rete distributiva – ha
osservato Isolani - un motivo ci sarà ”. Pronta la replica del presidente di
Assopetroli Enrico Risaliti: “contestiamo fortemente l’idea che siamo
fuori concorrenza”. “Noi non siamo degli affossatori così come non lo sono gli
operatori del settore”. “Bisognerebbe cominciare a guardare le tante cose
positive che offre la nostra rete di distribuzione - ha sottolineato Risaliti -
invece che battere sempre e solo sul tema dei prezzi”.Â
La ricerca della Figisc è stata
effettuata il 19 febbraio scorso su 1.300 impianti in dieci grandi cittĂ
capoluogo, nella provincia di Padova e in Friuli Venezia Giulia. “Dai dati - si
legge nel libro bianco - emerge che non solo esistono prezzi diversi, ma che le
differenze tra i prezzi sono spesso rimarchevoli: il delta tra la media dei
prezzi praticati e quelli che si possono definire i prezzi minimi della piazza
può andare da un minimo di 3,7 fino a 15 centesimi al litro sulla stessa
piazza. Il che significa che, all’interno dei singoli campioni testati, il
consumatore può trovare opportunità di prezzi che fanno abbassare il costo di
un pieno da 1,5 fino a 6 euro rispetto alla media”. Tradotto sulla base di un
consumo di 1.000 litri all’anno, il valore complessivo del risparmio va da un
minimo di 37 euro nella provincia di Padova e Napoli a un massimo di 152 euro
per il gasolio venduto a Roma.
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