
Firmato il contratto del
commercio
Confcommercio, insieme alla Fisascat Cisl e alla Uiltucs
Uil, ha sottoscritto dopo 18 mesi di trattative il nuovo Contratto Nazionale di
Lavoro del Terziario, Distribuzione e Servizi che interessa quasi due milioni
di lavoratori (vedi scheda allegata, ndr). Un risultato importante, che
premia gli sforzi di entrambe le parti per ricercare soluzioni utili ad
affrontare le esigenze di competitività delle imprese commerciali e dei servizi
in una difficile fase economica e contemporaneamente dare una risposta
significativa alla crescita dei salari erosi dall’inflazione, nel rispetto
degli accordi che attualmente regolano il rinnovo dei contratti.
Si tratta di un accordo che, secondo Confcommercio,
“conferma la capacità di innovazione dei contratti del terziario nel trovare
soluzioni alle specificità del settore e valorizza la bilateralità attraverso
il lavoro di Commissioni specifiche che promuoveranno lo sviluppo e la
rivalutazione degli Enti Bilaterali, del welfare contrattuale e della
formazione per l’apprendistato. Ed è il primo passo verso un positivo confronto
sulla riforma del modello contrattuale, tema sul quale, nelle prossime
settimane, si aprirà una fase importante con il Governo e con le organizzazioni
Confederali nella quale Confcommercio vuole giocare un ruolo da protagonista
nel cambiamento del sistema”.
“La firma di questo importante contratto nazionale –
continua Confcommercio - può trasformarsi in un momento di svolta nel sistema
delle relazioni sindacali se, nei prossimi mesi, gli impegni assunti da
entrambe le parti si concretizzeranno, al centro e in periferia, anche nella
prossima contrattazione di secondo livello, in uno sforzo comune e concreto per
affrontare i temi legati alla produttività, all’organizzazione del lavoro e al
servizio al cliente”.
“Il rammarico – conclude la Confederazione - è che questa
esigenza di collaborazione costruttiva finalizzata alla crescita economica del
settore e al consolidamento dell’occupazione non è stata avvertita dalla Filcams-Cgil,
che ha abbandonato il tavolo della trattativa rompendo una prassi consolidata e
rinunciando ad un ruolo importante”.
“Le imprese del settore, in
presenza di una evidente crisi dei consumi, di improrogabili esigenze di
competitività e di fronte alle difficoltà che il contesto economico riserverà
per i prossimi mesi, hanno voluto fare la loro parte dimostrando attenzione e
sensibilità utili a ricreare un clima positivo nelle aziende e nel Paese. Ed è
per questi motivi che la trattativa è stata lunga e complessa”. E’ il commento
alla firma del contratto di Francesco Rivolta, presidente della Commissione
Lavoro di Confcommercio.
“L’accordo – continua Rivolta -
con responsabilità e rinnovato spirito costruttivo dà risposte significative,
da un lato all’oggettiva questione della riduzione del reddito della famiglie,
dall’altro all’esigenza delle imprese verso i consumatori in termini di qualità
e quantità del servizio. Auspichiamo, pertanto, un ripensamento della
Filcams-Cgil che, tra l’altro, condivide con le altre organizzazioni sindacali
importanti ruoli negli organismi bilaterali di categoria che devono continuare
a lavorare costruttivamente nell’interesse delle imprese e dei lavoratori,
senza rischiare di subire contraccolpi e strumentalizzazioni politiche che
niente hanno a che fare con il settore e le sue esigenze”.
“La conclusione di questo
difficile negoziato di settore – conclude Rivolta - potrebbe inoltre
contribuire a superare una fase di contrapposizione e di conflitto, per aprirne
una nuova all’insegna di una collaborazione costruttiva affinché gli interessi
delle imprese e dei lavoratori possano trovare risposte sempre più convincenti
e innovative”.
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