
La
crisi non risparmia il settore della motorizzazione
A Milano si tenuto sabato il
convegno “Dimensioni, analisi e prospettive del comparto della motorizzazione
in Italia. Il mercato, la semplificazione amministrativa, gli aspetti fiscali e
la normativa europea” organizzato da Federmotorizzazione–Confcommercio.
Durante i lavori, che si sono
svolti presso la Fiera di Milano–Rho nel Centro Congressi Sala Taurus, il direttore dell’Ufficio
studi Confcommercio, Mariano Bella, ha presentato la ricerca “L’impatto della
crisi economica sulle imprese del settore motorizzazione” realizzata in
collaborazione con Format.
Secondo
l’indagine, la stragrande maggioranza delle imprese del comparto
motorizzazione, il 91,2 % ritiene che la situazione economica generale del
paese sia peggiorata negli ultimi 12 mesi. Poco più di un quarto, il 23,3%
ritiene che la situazione economica migliorerà nei prossimi 12 mesi. L’analisi congiunturale dell’andamento delle
imprese con riferimento agli ordini, al fatturato, all’occupazione e al livello
dei prezzi praticati alle imprese dai propri fornitori è caratterizzata dal
segno negativo per quanto concerne tutti gli indicatori considerati.
Oltre il 70,0% delle imprese ha dichiarato di
essere stata colpita dalla crisi. Poco meno della metà delle imprese che non
sono state ancora colpite ritiene che probabilmente lo sarà a breve. La crisi
ha colpito le imprese operative in tutte le regioni d’Italia, anche se
sembrerebbe assai più accentuata in quelle del Centro Italia e del Meridione.
Il 67,8% delle imprese ha fiducia nelle prospettive
di superare la crisi attuale.
Il 45% circa del campione ha fiducia nelle recenti
misure adottate dal Governo Italiano per fronteggiare la crisi. Il livello di
fiducia verso l’azione del Governo risulta molto alto presso le imprese
operative nelle regioni del Nord Italia e meno diffuso nelle regioni del Sud.
Per quel che riguarda lo stato degli ordini,nel
periodo settembre/ottobre 2008, rispetto al periodo settembre/ottobre 2007 è
risultato “superiore” per l’8,1% delle imprese, “invariato” per il 26,5%,
“inferiore” per il 65,1%. Il cosiddetto saldo
netto dell’indicatore (restituito dalla differenza tra coloro che hanno
affermato che il livello degli ordini è stato superiore, e coloro che hanno
affermato che il livello degli ordini è stato inferiore) è pari quindi a
-56,9%.
Il livello del fatturato nel periodo settembre/ottobre 2008, rispetto al
periodo settembre/ottobre 2007 è risultato “superiore” per il 12,2% delle
imprese, “invariato” per il 19,9%, “inferiore” per il 67,3%. Il saldo netto relativo al fatturato per
gli ultimi 12 mesi è risultato pari a -55,1%.
Il livello dell’occupazione nel periodo settembre/ottobre 2008, rispetto al
periodo settembre/ottobre 2007 è risultato “superiore” per il 10,9% delle imprese,
“invariato” per il 72,8%, “inferiore” per il 16,1%. Il saldo netto relativo al livello dell’occupazione per gli ultimi 12
mesi è risultato pari a -5,3%.
Il livello dei prezzi praticati dai fornitori nel periodo settembre/ottobre 2008, rispetto al periodo
settembre/ottobre 2007 è risultato “superiore” per il 64,5% delle imprese,
“invariato” per il 22,6%, “inferiore” per l’11,3%. Il saldo netto relativo ai prezzi delle merci per gli ultimi 12 mesi è
risultato pari a +53,1%.
Le imprese che più delle altre hanno registrato un
aumento dei prezzi delle merci sono state quelle del comparto dei rivenditori
al dettaglio e all’ingrosso di parti di ricambio per autoveicoli, motocicli e
ciclomotori e gli operatori del Sud Italia. Si mette in evidenza come le imprese
associate a Federmotorizzazione sembrerebbero essere risultate leggermente meno
esposte all’aumento dei prezzi da
parte dei propri fornitori.
Le imprese del comparto motorizzazione che
ritengono di essere state colpite “molto” o “abbastanza” dalla crisi economica
attuale sono il 70,7%. Le imprese che ritengono di essere state colpite “poco”
o “per nulla” dalla crisi sono risultate il 29,3%.
Gli operatori più colpiti dalla crisi sono
risultati i rivenditori di autoveicoli, motocicli e ciclomotori, i rivenditori
al dettaglio e all’ingrosso di pezzi di ricambio, le imprese operative nelle
regioni del Nord est, del Centro Italia e del Meridione, dove la crisi appare
più grave che in altre aree del paese. Risulta piuttosto alto il dato di coloro
che segnalano di essere stati colpiti dalla crisi presso gli associati a Federmotorizzazione.
Leggermente meno colpiti dalla crisi sono risultati i rivenditori di
pneumatici, le imprese di dimensioni più piccole e quelle operative nelle
regioni del Nord ovest.
Le principali difficoltà che le imprese stanno
incontrando sul mercato sono la diminuzione delle vendite, che ha colpito
l’82,0% delle imprese e l’aumento dei prezzi praticati dai fornitori, con una
conseguente riduzione dei margini, che ha colpito il 35,8% delle imprese. Altre
difficoltà hanno colpito percentuali inferiori le imprese rilevate: la
difficoltà di accesso al credito ha colpito il 22,9% degli operatori. L’aumento
dei costi del credito bancario ha colpito il 22,6% degli operatori.
La diminuzione delle vendite è accentuata in
prevalenza presso i rivenditori di autoveicoli, motocicli e ciclomotori, presso
i rivenditori di pezzi di ricambio, presso le imprese delle regioni del Nord
ovest, del Centro e del Sud Italia. Particolarmente evidente risulta la diminuzione
delle vendite della quali hanno e stanno soffrendo le imprese associate a
Federmotorizzazione.
Il 45,6% delle imprese ha adottato dei
provvedimenti correttivi, o comunque intende adottarli, per fronteggiare
l’attuale stato di crisi del mercato. Il 49,1% degli operatori non ha compiuto
alcuna azione per fronteggiare la crisi. Le principali iniziative adottate
dalle imprese, o che le imprese si stanno accingendo ad adottare, sono una
riduzione generalizzata dei costi (ad esclusione di quelli del personale)
attuata da parte del 73,3% degli operatori ed un aumento delle investimenti
nelle attività promozionali e pubblicitarie attuata da parte del 22,5% degli
intervistati.
Il 44,2% delle imprese del settore ha dichiarato di
avere “molta” o “abbastanza” fiducia nelle recenti misure adottate dall’Unione
Europea per fronteggiare l’attuale stato di crisi.
Il 44,7% delle imprese del settore ha dichiarato di
avere “molta” o “abbastanza” fiducia nelle recenti misure adottate dal Governo
Italiano per fronteggiare l’attuale stato di crisi.
Hanno dimostrato maggiore fiducia nei confronti
delle misure adottate dal Governo italiano i rivenditori di autoveicoli,
motocicli e ciclomotori, le imprese che operano nelle regioni del Nord ovest e
del Nord est, gli associati Federmotorizzazione.
Assai meno fiducia nell’iniziativa del Governo è
stata rilevata presso le imprese del Centro e del Sud Italia.
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