
Consumi ancora in frenata nel 2008
Secondo le previsioni di Confcommercio,
contenute nel Rapporto consumi presentato oggi dal responsabile dell’Ufficio
Studi Mariano Bella, “nel 2008 si assisterà ad una ulteriore significativa
frenata dei consumi. La crescita sarà dell’1,2%, contro l’1,5% del 2007, un
risultato deludente che acuirà la percezione di impoverimento delle famiglie
che ai massimi storici da venti anniâ€. Secondo il Rapporto, si spenderà di meno
per carne, pane e cereali e di più per telefonini ed elettrodomestici. Per
carne e zucchero, è stimato un calo dello 0,5%; più accentuato (-0,7%) per pane
e cereali. Tra i consumi che aumenteranno, quelli dei telefonini (+22%),
servizi telefonici (+21,4%) ed elettrodomestici (+15,6%). In generale, l’andamento
dei consumi in Italia, negli ultimi quindici anni, è stato, secondo
Confcommercio, poco dinamico: il reddito disponibile procapite e' stato a lungo
stagnante. Tra il 1993 e il 2006 il reddito reale delle famiglie è cresciuto di
due decimi di punto per anno, i consumi dell'1,2% che quindi, sono stati
sostenuti essenzialmente dalla ricchezza finanziaria e immobiliare delle
famiglie. Il pericolo ora è che scoppi la bolla immobiliare e che, quindi,
scendano i prezzi degli immobili, diminuendo di fatto la ricchezza delle
famiglie e quindi il principale sostegno ai consumi degli ultimi anni. Per il
triennio 2007-2009 è stato ipotizzato un incremento reale costante della
ricchezza finanziaria pari all’1,6% annuo. La ricchezza immobiliare invece si
mantiene costante in termini reali per tutto il periodo, salvo per una
riduzione nominale pari all’1,1% nel 2007 (corrispondente a una contrazione del
3,1% a prezzi costanti). Dunque, si incorpora in questi trend un moderato ma
significativo rallentamento nel valore reale degli asset detenuti dalle
famiglie. Ne consegue una riduzione del rapporto ricchezza totale-reddito
disponibile che frena la dinamica della propensione al consumo, bloccandone il
livello sui valori raggiunti nel 2006. Tutto ciò, in concomitanza con una
crescita modesta delle risorse disponibili per i consumi, si traduce in una
spesa, in termini reali, poco dinamica: il 2007 dovrebbe chiudere a +1,6% dei
consumi nella metrica delle famiglie residenti, mentre farebbe segnare qualche
decimo in meno nella metrica della spesa sul territorio, in ragione di un saldo
turistico poco dinamico. Peggiori risultano le prospettive per il 2008, periodo
nel quale si faranno sentire pienamente gli effetti depressivi della riduzione
del valore reale degli immobili. Lo sviluppo della spesa reale delle famiglie
residenti dovrebbe limitarsi all’1,3% per poi risalire nell’anno successivo.
L’errore di previsione cresce, però, man mano che ci si allontana
nell’orizzonte di previsione. Per ciò che riguarda la pressione fiscale invece,
secondo l’Ufficio Studi la pressione fiscale è aumentata al 43% nel 2007, dal
40,6% nel 2006. Solo nel 2010 è previsto un leggero calo al 42,7%.
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