“Non ci
sfugge il significato del fatto che il tuo primo incontro da segretario del
Partito Democratico con una rappresentanza sociale avvenga con
Confcommercio-Imprese per l’Italia. Cioè con chi rappresenta larga parte
dell’economia dei servizi e dell’impresa diffusa del nostro Paese”. Così il
presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha iniziato il suo intervento in
occasione dell’incontro dell’Ufficio di Presidenza della Confederazione con il
segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Nel prosieguo del discorso, Sangalli ha
sottolineato più volte “l’interesse al confronto” da parte di Confcommercio.
Perché “anche noi condividiamo una lettura della crisi non come semplice
accidente congiunturale, ma come crisi strutturale” e perché “non vi è dubbio
sul fatto che una democrazia efficiente sia fattore determinante per un Paese
come il nostro, che ha assoluta necessità di più crescita, di più sviluppo, di
più coesione sociale”.
“Resta fermo
– ha proseguito il presidente di Confcommercio - il nostro auspicio di una
legislatura costituente in cui sia possibile un confronto trasparente in
Parlamento tra maggioranza ed opposizione”.
Dopo aver
ribadito analisi e richieste della Confederazione in merito alla situazione
economica (vedi il commento
allo studio "Il commercio dentro la recessione, ndr), Sangalli ha
evidenziato che “nel
2011 si festeggeranno i 150 anni dell’Unità d’Italia. Li festeggeremo
giustamente e non li celebreremo retoricamente se sapremo lavorare tutti
insieme per un Paese più competitivo, ma anche più coeso socialmente e
territorialmente”. E ha chiesto “un po’ più di attenzione a questo mondo di
produttori di servizi, che potrebbe essere un ingrediente importante del menu
per un’Italia più competitiva. Basti pensare all’innovazione applicata alla distribuzione
commerciale, ai servizi alle persone ed alle imprese o alla grande risorsa del
turismo”.
“L’auspicio – ha concluso il presidente di
Confcommercio - è che sia da tutti accolta la sollecitazione del Presidente
della Repubblica a fare della crisi l’occasione per preparare un’Italia più
competitiva e più giusta. Lavorando tutti insieme - imprese e lavoratori, forze
sociali e forze politiche – per cogliere questo obiettivo attraverso la condivisione di un confronto, mai
pregiudiziale e sempre di merito, sui veri problemi del Paese: responsabilità
di tutti, e responsabilità anche di una buona politica, cioè di una politica
lungimirante”.