Presentato a
Roma l’Outlook sui consumi, realizzato da Confcommercio in collaborazione con
il Censis. Per il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, “in questo
momento decifrare il legame tra percezioni, aspettative sul futuro e
comportamenti è eccezionalmente
difficoltoso. Le evidenze emerse dall'indagine rispecchiano la difficoltà delle
famiglie addirittura nel decidere quale strada prendere. In sostanza non si sa
quanto la riduzione di reddito, verosimilmente ancora da patire, sarà profonda
e duratura”. Nonostante tutto il 53% del campione si dichiara ottimista sul
futuro. Per fronteggiare la crisi
economica, il 43,2% degli intervistati pensa a risparmiare mentre il 22,2% taglia i consumi, il
resto rimane confuso sul da farsi. L’andamento dei consumi negli ultimi 6 mesi,
per il 42% del campione, resta sostanzialmente stabile, più o meno uguale
al periodo precedente ma in
particolare “la previsione di consumo – ha osservato Bella - secondo l’autovalutazione
indica un ulteriore calo nel primo trimestre 2009”. “Eppure – ha concluso il
direttore dell’Ufficio Studi – il relativo ottimismo come reazione alla
situazione attuale potrebbe indicare un miglioramento della pianificazione
degli acquisti durante la fase centrale dell'anno. Sta anche ai decisori
permettere che questo potenziale di fiducia si trasformi in più dinamici
comportamenti di spesa”. Entrando nel dettaglio della ricerca, come detto, il 53% degli intervistati dichiara di
essere comunque ottimista; il 30% si dichiara
pessimista; ed il 17% guarda al futuro con sostanziale incertezza. Il saldo tra
ottimisti e pessimisti, osservato in serie storica, si posiziona nel gennaio del 2009, agli stessi
livelli dei primi mesi del 2007, quando ci fu l’illusione di una ripresa solida
e duratura. I più ottimisti sono ovviamente i giovani e le famiglie con reddito
elevato; la quota di ottimisti scende tra chi guadagna non più di 1.000 euro al
mese, attestandosi al 47%. In presenza di difficoltà oggettive per l’economia nazionale, una
quota relativamente elevata di intervistati guarda con ottimismo al futuro. E’
interessante, inoltre, rilevare come per quasi il 30% di quel vasto numero di
famiglie con spese in aumento, le maggiori uscite sono state determinate da
tariffe sulle utenze domestiche, anche esse ancora in aumento. Un’ altra parte
dell’indagine Confcommercio-Censis è dedicata alla propensione
all’indebitamento da parte delle famiglie italiane che è aumentata negli ultimi
anni sia per l’acquisto di immobili, ricorrendo al mutuo immobiliare, che sotto
forma di credito al consumo. E’ interessante rilevare che solo l’1,4% degli intervistati ritiene
di doversi eventualmente indebitare per fare fronte alle difficoltà generate
dall’attuale crisi economica; solo il 17% degli intervistati ha dichiarato di
avere sottoscritto nell’ultimo anno un contratto di credito al consumo. Resta
il fatto che la metà di chi attualmente utilizza il credito al consumo ha
dichiarato di avervi fatto ricorso per mancanza oggettiva di soldi in contanti.
La percentuale è rilevante, ma riportandola all’universo sembra indicare
situazioni di disagio per una minoranza assai contenuta di famiglie. A questo
occorre aggiungere che la percentuale di famiglie che ha dichiarato reali difficoltà
nella restituzione di un debito si attesta intorno all’1%.