I giovani imprenditori a
“lezione” da Andreotti
Il senatore a vita Giulio Andreotti è intervenuto a Roma a un incontro organizzato dai Giovani Imprenditori della Confcommercio. Tra i temi dell’incontro, il rapporto tra giovani, politica e crisi economica. “Ho accettato volentieri l’invito di voi giovani imprenditori – ha detto il senatore - perché è sempre stimolante ascoltare cosa avete da dire. E poi perché ascoltare le categorie economiche è per un politico un ottimo sistema per non chiudersi nella sua torre d’avorio, per non perdere contatto con la società e con le sue problematiche”. L’incontro ha spesso assunto toni decisamente informali anche per la nota ironia che contraddistingue il senatore. E, data anche la sua invidiabile memoria e il bagaglio di esperienze frutto dalla decennale militanza nel mondo politico, si è presto trasformato in una carrellata di episodi di vita personale e vicende italiane.
Andreotti ha sottolineato che
“il politico deve parlare, prendere decisioni basandosi sui propri convincimenti,
sulle proprie conoscenze; ma soprattutto non deve mai smettere di ascoltare la
gente, le persone che incontra durante lo svolgimento del suo impegno”. Non
deve, insomma, mai perdere contatto con il suo “socio di riferimento”: cioè
l’opinione pubblica. E con il suo abituale gusto per la boutade, ha voluto
ricordare uno dei suoi maestri di vita e di politica: un contadino di Cassino
che, dice, ha saputo regalargli molte gemme di saggezza. Ad una domanda che
sembrava prefigurare una presunta disaffezione dei giovani nei confronti della
politica, Andreotti ha dichiarato di non essere d’accordo. “Non credo – ha
detto - che i giovani oggi siano migliori né peggiori di chi li ha preceduti. E
non è vero quanto spesso diciamo noi anziani: ‘Ai miei tempi, le cose andavano
decisamente meglio’. Manco per sogno”. E per dar forza a questo concetto, ha
voluto ricordare di quando nell’immediato dopoguerra, novellino alle prime
armi, si avvicinò con una sorta di timore reverenziale ai padri costituenti,
per scoprirli uomini con le loro grandezze, certo, ma anche con i loro limiti.
“Piuttosto quello che è profondamente cambiato – ha aggiunto - è il contesto in
cui ci si trova oggi ad operare: qualcosa di molto diverso dal “cortile di casa
nostra” dove ancora fino a pochi anni fa agivano quanti si dedicavano alla vita
pubblica. La globalizzazione ha reso tutto in qualche misura più complicato.
Scandagliare i bisogni della gente è oggi un’operazione decisamente
maggiormente complesso”.
Andreotti ha voluto orgogliosamente
rivendicare il primato della politica. “Una volta – ha chiosato - sentendo dire
a Berlusconi ‘Ma quello che ha fatto nella vita? Ha fatto solo politica’ Gli ho
risposto: ‘Beh, ti pare poco? Si è occupato per tutta la vita degli altri”.