A Genova
è andata in scena la settima tappa del Roadshow PMI di Confcommercio dedicata
al rapporto difficile tra fisco e imprese in un convegno dal titolo “Fiscalità
e Pmi: un fisco sostenibile per le piccole e medie imprese”. Sono intervenuti il presidente di
Confcommercio Carlo Sangalli, il ministro dello Sviluppo Economico
Claudio Scajola, il senatore Enrico Morando,
il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il presidente
della provincia di Genova, Alessandro Repetto, il sindaco di Genova,
Marta Vincenzi,
il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo e il presidente di
Confcommercio Liguria, Paolo Odone. Nel corso dei lavori del convegno è
stata presentata una ricerca Format–Confcommercio. La pressione fiscale e
previdenziale-contributiva rappresenta per il 75,5% delle imprese italiane un
limite allo sviluppo e alla competitività, mentre la burocrazia incide
negativamente sull’attività per il 61% delle Pmi. Il 57% delle piccole e medie imprese giudica la tassazione “molto
elevata e non sostenibile”; il 61% ritiene che, negli ultimi cinque anni, è
andata aumentando in modo significativo, mentre il 40% afferma che è rimasta
sostanzialmente stabile. I motivi dell’eccessiva pressione fiscale nel nostro
Paese sono da addebitarsi secondo il 66% delle imprese alla cattiva gestione e
allo spreco delle risorse pubbliche; mentre per il 40% il peso elevato delle
tasse è riconducibile alla diffusione dell’evasione fiscale. L’onere ritenuto
più ingiusto, tra quelli che pesano di più sulle imprese, è risultato l’Irap
secondo il 35% delle Pmi. L’introduzione della telematica e delle politiche di
semplificazione amministrativa degli ultimi cinque anni non sembrerebbero
ancora avere sortito interamente gli effetti sperati. Nonostante l’introduzione
delle nuove tecnologie, infatti, il rapporto tra impresa e uffici del fisco e
della previdenza è migliorato secondo il 40% delle imprese, è invece rimasto
“sostanzialmente uguale” per il 50%. Per il 59% delle Pmi le cause più
frequenti delle difficoltà di rapporto con l’amministrazione pubblica hanno a
che fare con la complessità e con il cambiamento continuo delle norme e degli
adempimenti. Per il 41% i rapporti restano difficili per il fatto che nel tempo
sono aumentate le scadenze e la complessità delle richieste da parte degli
uffici della P.A. Norme ed adempimenti che per di più sono spesso interpretati
ed applicati in modo differente da regione a regione, da provincia a provincia.
L’impresa si ritrova spesso “sola” a confrontarsi con un’amministrazione
pubblica diventata spesso potentissima e con la quale il rapporto è molto
complesso.