Consumi: a Natale nessun crollo,
ma la domanda resta debole
Secondo un primo monitoraggio
condotto attraverso il sistema di rilevazione delle Federazioni aderenti a
Confcommercio sui consumi di Natale e Capodanno, emerge una sostanziale
conferma delle previsioni. C’è dunque una smentita del crollo dei consumi
annunciato da più parti, accompagnata però da una sostanziale e profonda
debolezza della domanda interna che risente del primo impatto della crisi e
soprattutto delle incertezze future circa la sua evoluzione.
Ma vediamo nel dettaglio i
risultati del monitoraggio.
Ristorazione: (FIPE - Federazione Italiana
Pubblici Esercizi)
Smentiti gli allarmi delle
associazioni dei consumatori che davano un crollo del 20%. Infatti, la
ristorazione durante le festività ha sostanzialmente tenuto facendo registrare
un lieve calo pari all’1%, a fronte dei circa 10 milioni di clienti che hanno
scelto di festeggiare al ristorante le festività, incoraggiati anche dalle
politiche di prezzo della gran parte dei ristoratori che per oltre il 70% ha
tenuto i prezzi dello scorso anno mentre il 20% li ha diminuiti.
Abbigliamento:
(FEDERMODITALIA - Federazione Moda
Italia)
Bene gli accessori di
abbigliamento che hanno fatto registrare un aumento del 2% mentre per i
capispalla si è registrata la consueta “stasi” in attesa della partenza dei
saldi che assicureranno un’offerta di prodotti molto ampia e sconti elevati per
andare incontro alle esigenze dei consumatori.
Grande
distribuzione:
(FEDERDISTRIBUZIONE - Federazione
Associazioni Imprese Distribuzione)
Nessun calo negli acquisti degli
italiani per le festività natalizie. Le famiglie, anche in un momento di
difficoltà, hanno mantenuto vive le tradizioni legate a questo periodo, e le
forti politiche promozionali pianificate dalle aziende hanno assecondato questa
inclinazione. In particolare, si è registrato un andamento positivo per gli
alimentari, soprattutto per i prodotti di gastronomia, quelli nazionali e
quelli tipici regionali; bene anche gli articoli da regalo in tutti i settori
del non alimentare: dall’elettronica, trainata dai prodotti di moda e dai forti
investimenti di marketing, ai prodotti per l’arredamento della casa, dagli
articoli sportivi alla profumeria e al bricolage. Come di consueto, per i capi
di abbigliamento più importanti si preferisce attendere i saldi, che quest’anno
si presentano come una grande occasione per acquisti convenienti e di qualità.
Dettaglio alimentare: (FIDA
- Federazione Italiana Dettaglianti
dell’Alimentazione)
Positivi e al di là delle aspettative
della Vigilia, i consumi per i negozi tradizionali che hanno fatto registrare
incrementi intorno al 5%. Il regalo utile, con i classici cesti natalizi e i cenoni della Vigilia e di Capodanno
consumati a casa, probabilmente conseguenza del periodo di crisi, ha spinto le
vendite dell’intero periodo natalizio, rispetto a quelle dell’anno precedente.
Gli esercizi, dal canto loro, hanno implementato le offerte promozionali,
specialmente sui prodotti di qualità, che hanno fatto da volano alle vendite.
Mercati:
(FIVA - Federazione Italiana Venditori su Aree Pubbliche)
Un modesto incremento delle
vendite natalizie intorno al 2% sull’analogo periodo del 2007 con situazioni
quasi analoghe all’interno delle singole merceologie e delle aree geografiche
del Paese. Sul dato ha influito l’andamento delle vendite dell’ultima settimana
prenatalizia che ha consentito di recuperare – grazie al bel tempo – la
contrazione della seconda decade del mese, fortemente compromessa dalla
situazione meteorologica del Paese. Benino il settore alimentare, in crescita di quasi 5 punti,
dove tuttavia la qualità è stata sacrificata alla quantità del prodotto e dove
i generi più acquistati sono stati quelli di natura ordinaria. Molto bene invece – e questo era
nelle previsioni – la piccola oggettistica con un aumento delle vendite intorno
al 6%. Decollata negli ultimi giorni la vendita dell’intimo e delle piccole
confezioni di maglieria. In conclusione, rispetto alle previsioni, il periodo è
andato decisamente meglio anche se è rimasto lontano dai picchi di qualche anno
fa.
Orafi: (ORAFI DETTAGLIANTI - Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi
Gioiellieri Argentieri, Orologiai)
Vendite stabili rispetto allo
stesso periodo degli anni precedenti. Gli acquisti si sono concentrati soprattutto
nella fascia alta ed altissima per il comparto della gioielleria, e
nell’orologeria di alta gamma, mentre nella fascia bassa grande richiamo per i
prodotti di moda con marchio. Fenomeno in crescita le produzioni realizzate su
richiesta del cliente o in collaborazione dello stesso.
Librerie: (ALI,
Associazione Librai Italiani)
Le vendite di libri in Italia
nel 2008 si sono mantenute in linea con quelle registrate l’anno precedente. Il
mercato ha recuperato i volumi abituali nel periodo natalizio, confermando
l’abitudine degli italiani a considerare il libro tra i regali preferiti perché
sempre gradito, utile ed economico.