Il Governo punta a aumentare le risorse messe in campo per
sostenere il settore dell’auto. Ma la coperta è corta, perché occorre fare i
conti con i vincoli di bilancio così come non si stanca di ripetere il ministro
dell’Economia, Giulio Tremonti. Le risorse a disposizione per il capitolo
incentivi al momento restano a quota 300 milioni di euro, ma non è escluso che
possano lievitare. E fra le ipotesi spuntano anche quelle di introdurre un
'malus' per le vetture di grossa cilindrata tramite l’aumento delle tasse di
immatricolazione ed un provvedimento ad hoc di aiuti alle imprese in cui
potrebbero confluire anche le iniziative a sostegno del settore
automobilistico.
Alle misure per svecchiare il parco veicoli inoltre potrebbero
aggiungersi altre azioni: interventi per il sostegno della mobilità sostenibile
e agevolazioni per il credito al consumo. Di numeri al Tavolo che si è riunito
a Palazzo Chigi non ne sono comunque venuti fuori. I tempi, ha assicurato il
ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, saranno brevi: dieci giorni al più.
Ancora non sciolto il nodo dello strumento legislativo da utilizzare: per gli
incentivi potrebbe arrivare un emendamento al decreto milleproroghe e non un
decreto legge ad hoc.
Tra le proposte, avanzate durante una riunione sempre a
Palazzo Chigi fra i ministri e il sottosegretario Gianni Letta, è intanto
spuntata quella di raddoppiare il bonus per chi rottama la vecchia auto.
L’aiuto passerebbe da 700 a 1500 euro e varrebbe per le Euro 0, Euro 1, Euro2
immatricolate fino al 1999. Il che comporterebbe la necessita' di aumentare la
dote di almeno un centinaio di milioni. Nella rosa delle ipotesi, sarebbe poi
spuntata quella di introdurre una sovrattassa (si parla di 500 euro)
sull’immatricolazione per le nuove vetture più inquinanti, quelle di grossa
cilindrata tipo i Suv. Ciò che invece è certo è che le agevolazioni previste
saranno tutte 'eco': “l’obiettivo - ha spiegato ministro dell’Ambiente,
Stefania Prestigiacomo - è duplice: sostenere la domanda, ma anche puntare ad
un rinnovo del parco autoveicoli italiano che è il più vecchio d'Europa”. La
palla ora passa ad alcuni tavoli tecnici, tra cui uno dedicato esclusivamente
agli incentivi.