“E’ attesa una graduale ripresa
dell’attività nell’area dell’euro nel 2010”. Lo dice la Banca Centrale europea
nel bollettino mensile prendendo atto però “dell’elevata incertezza che permane
circa le prospettive economiche”. Secondo la Bce gli ultimi dati “continuano a
segnalare un miglioramento dell’attività economica nella seconda metà
dell’anno”. Inoltre le aspettative di inflazione a medio-lungo periodo
“rimangono saldamente ancorate in linea con l’obiettivo de Consiglio direttivo
di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel
medio periodo”. Nella seconda parte dell'anno, spiega la Banca centrale, il
tasso di crescita trimestrale del Pil in termini reali potrebbe riportarsi su
livelli positivi, anche se l’incertezza rimane elevata, “data la natura
temporanea di alcuni dei fattori favorevoli”. Inoltre il clima di fiducia
potrebbe migliorare più rapidamente e il peggioramento delle condizioni nel
mercato del lavoro “potrebbe essere meno marcato rispetto alle attese precedenti”
e la domanda esterna “potrebbe risultare più vigorosa del previsto”. “Nei
prossimi mesi - continua l'Istituto di Francoforte - dovrebbe tornare a
registrare valori positivi, anche a causa di effetti base”. Infine, parlando
dell’analisi monetaria la Bce sottolinea che “l’attuale livello dei tassi di
interesse continua a essere adeguato”. Gli esperti professionali del Survey of
Professional Forecasters (Spf), contattati dalla Bce, hanno rivisto decisamente
al rialzo le stime sull'andamento del Pil di Eurolandia nel 2009, 2010 e 2011.
I previsori del Spf hanno aumentato di 0,6 punti percentuali la stima del Pil
per il 2009, portandola dal -4,5% dell’ultimo rilevamento al -3,9%. “Le
aspettative di crescita per il 2010 e il 2011 sono state riviste al rialzo (rispettivamente
di 0,7 e 0,1 punti percentuali) e si collocano attualmente all’1% ed all’1,6%
rispettivamente”, si legge nel documento. Gli esperti hanno fatto riferimento
alla ripresa del commercio mondiale, oltre che agli effetti positivi delle
misure di politica economica adottate dai Governi. Variano anche le stime sul
fronte dell'inflazione e dell'occupazione: nel primo caso l’Spf, rispetto
all'indagine precedente, ha ridotto le attese di inflazione di 0,1 punti
percentuali allo 0,3% per il 2009, mentre le ha alzate di 0,1 punti percentuali
(all’1,2%) per il 2010. Sul fronte occupazionale, le aspettative sono state
riviste al ribasso di 0,2 e 0,3 punti percentuali per il 2009 e il 2010, i cui
tassi di disoccupazione si collocano ora al 9,5% ed al 10,6%.