Con la legge sviluppo “passiamo
dalle misure di emergenza per contrastare la crisi alle riforme strutturali per
aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando
processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che raffigureranno
l’Italia del futuro”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Claudio
Scajola, ha presentato in Consiglio dei ministri il rapporto 'Investiamo sul
rilancio dell’Italia', con il quale il Ministero illustra le attività svolte e
delinea gli impegni futuri. Le colonne portanti della legge, che “orienterà
l’attività del Ministero per i prossimi anni”, sono tra l’altro la nuova
strategia energetica nazionale; la nuova politica industriale, che introduce il
contratto di rete d’impresa; la riforma degli incentivi alle imprese; la class
action; la riforma degli enti di internazionalizzazione; la riforma delle
Camere di commercio; la riforma dei Consorzi agrari.
Nel dossier è contenuto anche lo schema di direttiva, già sottoposto alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’approvazione, con la quale l’Italia si prepara ad adottare le linee guida dello Small business act, la comunicazione della Commissione europea a favore delle pmi pubblicata nel 2008. Il provvedimento punta a creare riserve o corsie preferenziali per le pmi, iniziando con gli appalti banditi dai Comuni con meno di mille abitanti e con le forniture di importo inferiore alla soglia Ue. Frutto di sei tavoli tematici condotti prima dell’estate con le associazioni di categoria, il testo è in gran parte l’annuncio di un monitoraggio, di misure già adottate con gli ultimi provvedimenti anti-crisi: facilitazioni per i pagamenti della pubblica amministrazione; convenzione Abi-Cassa depositi e prestiti per risorse a favore delle pmi; fondo di garanzia per l’accesso al credito. Gli spunti più nuovi riguardano gli appalti pubblici, la trasmissione di impresa, la formulazione di un testo unico e la previsione di una legge annuale per le pmi. In particolare, per gli appalti l’obiettivo è integrare le procedure a favore dei piccoli appalti pubblici inserite nel collegato competitività della manovra approvato nel 2008. Si sollecitano in pratica le amministrazioni pubbliche a suddividere i contratti in lotti, a stabilire nuove possibilità di subappalto e ad evitare qualifiche e requisiti finanziari sproporzionati per le piccole aziende. C'è spazio anche per un capitolo sulle semplificazioni per l’avvio dell’attività imprenditoriale. In gran parte, tuttavia, si tratta di un monito per accelerare le nuove nonne sullo sportello unico e le Agenzie per le imprese inserite nella legge 69/2009.