“Con le imprese abbiamo sbagliato. Chiedo scusa”. Con queste parole il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha riconosciuto che troppo spesso in passato si è guardato al mondo dell’impresa con sospetto e pregiudizio. E’ arrivato il tempo, ha detto Franceschini nel corso di un discorso a Thiene, di nuovi rapporti fondati sul fatto che il Pd deve considerare chi fa impresa, specie le pmi, come “una parte di noi”.
Sul piano pratico, il segretario
del Pd ha proposto una rateizzazione dell’acconto di imposta di novembre a
favore delle imprese, a cui far seguire una sensibile e progressiva diminuzione
dell’Irap. “Noi proponiamo - ha detto - almeno di rateizzare l’acconto di
imposta di novembre. E poi ripensare l’Irap. Non si tratta di fare promesse che
poi non si possono mantenere. La mia proposta su questo punto è una
progressiva, forte riduzione dell’Irap da finanziare attraverso risorse
recuperate da una altrettanto progressiva forte riduzione degli incentivi alle
imprese, in particolare quelli che non incentivano proprio nulla ma che
alimentano invece clientelismo e corruzione. Poi è necessaria la lotta
all’evasione che non si fa vittimizzando le categorie del lavoro autonomo e
delle imprese, ma colpendo gli evasori”.
Nel suo discorso Franceschini ha
altresì proposto un patto sul welfare a sostegno delle piccole imprese in crisi
e dei lavoratori che in queste perdono il lavoro e che non hanno forme di
ammortizzatori. “Le piccole imprese che non possono beneficiare della cassa
integrazione - ha aggiunto Franceschini - sono costrette a licenziare anche di
fronte a crisi di breve durata e così a disperdere il loro patrimonio più
prezioso. Per questo chiediamo un impegno comune perché non si intervenga solo
con provvedimenti di deroga, caso per caso, ma con una vera riforma che dia
sicurezza e fiducia a tutti.
Un nuovo welfare, dunque,
moderno ed efficiente. Servono risorse. E servono scelte coraggiose per
finanziarlo. Noi pensiamo che sia il momento di rilanciare con forza anche il
tema difficile delle pensioni. Ha ragione il governatore Draghi. Serve un patto
tra generazioni”.