Il Dpef è praticamente pronto e
conterrà un peggioramento delle ultime previsioni che l’Esecutivo aveva
inserito nella Ruef, la relazione unificata sull’Economia e la Finanza. Nel
testo, sembra ormai certo, verrà messo nero su bianco che quest’anno il Pil segnerà
una contrazione più o meno attorno al 5%, così come previsto dal consensus
internazionale (la precedente stima era del 4,2%).
Il Documento di programmazione
economica e finanziaria, che nei giorni passati è stato illustrato al
presidente della Repubblica, dovrebbe venire esaminato in Consiglio dei
Ministri martedì 7 luglio per poi passare in Parlamento, anche perché al suo
contenuto è legato in parte anche il destino del decreto anti-crisi approvato
nei giorni scorsi, che il Governo propone essere collegato alla manovra
economica. Ma tale possibilità è appunto collegata al varo del Dpef che, per
legge, deve indicare quali sono i collegati.
Questa edizione del Dpef, che arriva con un ritardo di qualche giorno rispetto alla tabella di marcia prevista dalla legge generale di finanza pubblica, potrebbe essere l’ultima. E’ infatti in arrivo la riforma della Finanziaria che prevede, tra l’altro, la sua cancellazione. Dal prossimo anno arriverà al suo posto la 'Decisione di Finanza Pubblica' (Dfp), che sarà presentata solo il 20 luglio agli enti locali per poi vedere il varo definitivo insieme alla Finanziaria il 20 settembre. Lo slittamento in avanti consentirà così di arrivare alla manovra di fine anno con un quadro economico più aggiornato.