Gli oltre 500 imprenditori
balneari aderenti a Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Assobalneari
Italia-Confindustria ed Oasi-Confartigianato, riuniti a Carrara in occasione di
“Balnearia” sono in stato di agitazione sino a quando non sarà risolta la
questione dei canoni demaniali. Nonostante le ampie assicurazioni ricevute sul
fatto che il decreto salva-imprese conterrà l’approvazione del testo integrale
del protocollo di intesa sottoscritto il 25 novembre scorso dal Governo, dalle
Regioni e dalle associazioni di categoria oppure la proroga al 31 dicembre 2009
dell’applicazione della norma contenuta nella legge Finanziaria 2007 che
riguarda i canoni demaniali marittimi ad uso turistico
ricreativo, l’Assemblea è stata caratterizzata
da una forte preoccupazione per la gravità dei problemi che mettono in
discussione la sopravvivenza stessa delle imprese balneari ed il mantenimento
degli attuali livelli occupazionali. Gli imprenditori balneari ritengono dunque
che il Governo non possa che assumere immediatamente un provvedimento in grado
di salvaguardare una parte così rilevante dell'economia turistica del nostro
Paese.
Nella stessa occasione è stato
favorevolmente condiviso il progetto sottoscritto con
il Ministero delle Attività
Produttive teso a rendere il più possibile chiari i prezzi dei servizi di
spiaggia grazie ad un sistema informatico che metterà in rete tariffe e servizi
praticati dai singoli stabilimenti balneari italiani.