A giugno sulle spiagge italiane si è registrato “circa il 25% di turisti in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. E anche la capacità di spesa delle famiglie si è ridotta circa della stessa misura, come emerge dal calo degli incassi legati ai servizi. Lo ha annunciato Riccardo Borgo, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe-Confcommercio. “Le avverse condizioni atmosferiche - ha continuato Borgo - sono state la causa principale, ma anche la negativa situazione economica ha avuto il suo peso.
E il governo fino ad ora si è dimostrato insensibile nell’affrontare e risolvere problemi che rischiano di compromettere l’esistenza di circa un migliaio di imprese balneari”. Il riferimento è alla “mancata trasformazione in legge del Protocollo di Intesa, (sottoscritto il 25 novembre tra l’attuale ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, le Regioni e le Associazioni di categoria), che risolveva la controversia sui canoni demaniali e affrontava temi come la durata delle concessioni e le modalità di incameramento delle strutture da parte dello Stato”. Il Sib teme ripercussioni sull’occupazione, stimando che “più di 10.000 addetti tra i titolari delle imprese, bagnini, baristi e camerieri potrebbero perdere il lavoro se non si interverrà urgentemente nei confronti di coloro che sono costretti a corrispondere canoni demaniali spropositati”.