Agenti di assicurazione sulle
barricate
Lo SNA (Sindacato Nazionale
Agenti di assicurazione) denuncia il “subdolo tentativo di affossare la libertà
conseguita con il divieto del vincolo di esclusiva nei contratti
agenziali sancito dalle leggi
248/2006 e 40/2007”. Motivo del contendere è l’emendamento al disegno di legge
numero 1195 (Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle
imprese), in discussione alla Commissione Industria, Commercio, Turismo del
Senato, che contempla appunto l’abolizione dell’articolo 5 della legge 40/2007.
Un provvedimento, dicono gli agenti, che se definitivamente approvato
riporterebbe indietro le lancette della storia, privandoli di quella libertà di
scelta e di azione commerciale che ha elevato il loro ruolo professionale ed
imprenditoriale.
“Togliere agli agenti
l’opportunità di distribuire prodotti di compagnie diverse – afferma il
presidente, Tristano Ghironi - sarebbe un imperdonabile passo falso, inutile e
dannoso per i consumatori e per tutto il mercato, poiché si interromperebbe la
difficile strada verso una maggiore concorrenzialità del settore, presidiato da
pochi conglomerati assicurativo-finanziari, con inevitabili ripercussioni
negative sull’economia del Paese”.
Un provvedimento
incomprensibile, che peraltro provocherebbe un danno certo al già precario
bilancio di molte famiglie italiane, per le quali l’abbattimento dei costi
assicurativi rappresenta un vantaggio che consideravano acquisito.
“Si tratta – continua Ghironi -
di un’opportunità che lo SNA intende difendere ad
ogni costo, perché solo un’effettiva libertà dell’intermediazione assicurativa potrà garantire un’autentica concorrenza del mercato con un reale abbattimento dei costi a tutto vantaggio delle scelte dei clienti”. Gli agenti di assicurazione promettono quindi di opporsi, in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione. “Non posso esimermi –conclude Ghironi – dall’esternare tutto il mio sdegno nei confronti di una simile manovra
anticoncorrenziale ed
anticonsumeristica. Invito tutti gli agenti ad acquisire al più presto nuovi ed
ulteriori mandati agenziali al fine di cautelarsi di fronte all’eventuale
abolizione del divieto di esclusiva e di garantirsi, di fatto, uno stato di
libertà che alcuni esponenti politici, prestandosi chissà a quali oscure
manovre, intendono revocare”.