Nei Paesi dell’Unione Europea, in marzo, sono state immatricolate 1.506.249 vetture, con una flessione del 9% che, pur essendo l’undicesimo consuntivo negativo, è il miglior risultato registrato quest’anno dopo le cadute di gennaio (-27%) e di febbraio (-18,3%). Il risultato è dovuto alle performance positive ottenute da Germania (+39,9%), Francia
(+8%) ed Italia (+0,2%), tre
mercati dove il sistema di ecoincentivazione alla rottamazione di vetture vecchie, meno sicure e molto
più inquinanti ha rimesso in moto la domanda. In particolare, in Italia il
segno positivo è riapparso dopo 14 mesi.
“Si tratta di un segnale
confortante – commenta Gianni Filipponi, segretario generale dell’Unrae,
l’Associazione aderente a Confcommercio che rappresenta le Case estere operanti
in Italia – che però si manifesta quasi esclusivamente nelle vendite ai
privati, senza incidere positivamente sui comparti delle vendite a società e al
noleggio, che avrebbero necessità di un sostegno al credito e di una revisione
della pesante fiscalità (unica in Europa) per poter riattivare l’acquisto di
nuove auto, che oggi langue.
Questi settori che rappresentano
potenzialmente un terzo delle immatricolazioni continuano a registrare
flessioni dell’ordine del 25-30%”.