La Fit dice no all’introduzione
del cosiddetto pacchetto generico di sigarette, senza indicazioni di brand e di
marca, ma con un solo logo per tutti i produttori. La misura, al centro del dibattito nella Comunità
Europea, nelle intenzioni dovrebbe scoraggiare il contrabbando e la
contraffazione, oltre che l'abitudine al fumo. “La nostra posizione sul pacchetto generico – ha detto
Giovani Risso, presidente della Federazione tabaccai italiani - è assolutamente
negativa. Già oggi avvengono le contraffazioni sui pacchetti normali di
sigarette, colorati e completi di loghi e marchi, figuriamoci quello che accadrebbe con il pacchetto generico.
La contraffazione è la prima cosa che si potrebbe ipotizzare in questo caso,
sarebbe molto più facile realizzarla”. Ma le conseguenze negative
dell'introduzione del pacchetto bianco, secondo Risso, sarebbero anche altre:
“All’interno del pacchetto generico cosa ci sarà? Non lo possiamo immaginare.
Quello attuale è invece un prodotto che sappiamo che fa male, ma che è testato,
controllato dal Monopolio, dal sistema sanitario. Con il pacchetto generico,
che aumenterebbe le
contraffazioni, non sarebbe più possibile capire con certezza il
contenuto interno”. E non mancherebbero problemi anche per il mercato. “Sarebbe
un problema – ha sottolineato
Risso- per quei clienti che sono abituati ad acquistare una determinata qualità di sigarette, che di
colpo si vedrebbero cancellati questi riferimenti. Tutto questo sostituito da un pacchetto bianco, al massimo solo
con una piccola scritta”. E a
risentire di tutto ciò sarebbero anche le case produttrici.