Il primo luglio la Camera ha
approvato il disegno di legge C 1441-ter-C
(Disposizioni per lo sviluppo e
l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia) senza
apportare modifiche agli articoli 30 (comma 27) e 33 in materia di oneri di
sistema da applicare sull’energia elettrica autoprodotta.
Nonostante le istanze e le
proposte di emendamenti rappresentate a più riprese da Cogena (l’Associazione
italiana per la promozione della cogenerazione aderente ad
Ascomac-Confcommercio) la Camera ha dunque privilegiato esclusivamente le reti
interne industriali ad alta tensione esistenti e, fatto unico in Europa, ha
disincentivato la cogenerazione distribuita, aumentando mediamente del 15% i
costi di autoproduzione di energia elettrica alle imprese di tutti gli altri
settori.
“L’Italia- denuncia Cogena - è
di diritto e di fatto l’unico Paese europeo che ha
approvato in un momento di crisi
una norma incoerente e contraddittoria con le norme europee, orientate ad
incentivare la cogenerazione ad alto rendimento in quanto acclarato strumento
ecosostenibile di risparmio ed efficienza energetica, indispensabile per
rendere il Sistema Paese più competitivo”.
Cogena auspica quindi che il
Senato “da subito elimini l’intempestivo ed improprio aggravio dei costi di
autoproduzione di energia elettrica e traduca in norma primaria quanto
rassicurato dal Governo recependo la proposta di emendamento di Cogena
ed applichi i corrispettivi
tariffari di trasmissione e di distribuzione e gli oneri generali di sistema
esclusivamente all’energia elettrica prelevata nei punti di connessione e non
al totale dell’energia autoprodotta ed auto consumata”.