Si è chiuso il 15 novembre
scorso a Milano, “COGENAinTOUR”, il road show organizzato da Cogena
(l’Associazione italiana per la promozione della cogenerazione aderente ad
Ascomac-Confcommercio), finalizzato a presentare al pubblico degli operatori la
cogenerazione quale modello di sviluppo ecosostenibile tra generazione distribuita ed efficienza energetica.
Due i temi affrontati nel corso
dei lavori della Giornata di Milano: le prospettive offerte dall’Expo 2015 per
i produttori del comparto e i nuovi vincoli fiscali che, di fatto, penalizzano
gli operatori del settore e gli utilizzatori finali. Per questo secondo tema,
sul banco degli imputati la recente Legge 99/2009 che, pur se fronte di
incentivi previsti per gli impianti di piccole dimensioni, fa poi ricadere
sugli utilizzatori finali nuovi gravami fiscali che rischiano di bloccare lo
sviluppo degli impianti. “Una situazione contraddittoria – ha sottolineato
Sergio Dotti, presidente di Cogena – tanto più se si pensa che questa legge è
stata promulgata in contemporanea con la direttiva europea che, al contrario,
invita gli Stati membri a favorire le reti di distribuzione intelligente, un
ambito in cui la cogenerazione ricopre un ruolo di prima grandezza. Perché lo
Stato prevede sostegni economici alla fonte, se poi questo sostegno finanziario
viene vanificato sul versante
fiscale?”.
Ma le contraddizioni contenute
nel provvedimento non finiscono qui, come ha puntualizzato Carlo Belvedere,
segretario generale di Cogena: “la legge pone l’accento sulla generazione
distribuita di energia, consentendo in pratica a tutti l’autoproduzione ed
introducendo importanti elementi di semplificazione amministrativa, fiscale e
di sostegno. Tutti aspetti sui quali Cogena si è sempre battuta per permettere
lo sviluppo organico e capillare della generazione distribuita, nella logica
dell’efficienza e delrisparmio energetico. Ma fronte di norme di sviluppo il
legislatore ha introdotto una
serie di oneri e corrispettivi
proprio sulla energia verde prodotta, vanificando gli aspetti positivi
richiamati”.
Sullo sfondo di questi nodi
legislativi si staglia la scadenza dell’Expo 2015, che rappresenta una
scommessa importante, anche sul tema di risparmio energetico. “Il nostro
comparto produttivo – ha concluso Belvedere – vuole essere protagonista e
partner di questo processo di sviluppo ecosostenibile, per offrire strategie
utili all’intero Sistema Italia, in tema di energia ed in particolare di
risparmio energetico ed
efficienza energetica”.
Sulla sensibilità delle
categoria produttive e dei servizi, si ‘è espresso Enrico Risaliti, presidente
della Commissione consiliare per le Politiche energetiche di Confcommercio.
“Come Confcommercio Imprese per l’Italia – ha detto – abbiamo da tempo
presentato ai Governi che si sono succeduti un Manifesto per richiamare
l’attenzione sui temi dell’efficienza e del risparmio. Inoltre, abbiamo
realizzato studi, per esempio sui grandi
esercizi commerciali e sugli
alberghi, che dimostrano l’esistenza di ampi margini di risparmio energetico e
di efficienza energetica. Ma tutte queste politiche sono possibili solo a
fronte di un più ampio Piano energetico nazionale che però, da almeno un
decennio, non viene rinnovato. Le 840mila aziende aderenti a Confcommercio sono
pronte a mettere in atto interventi tesi all’efficienza energetica, ma occorre
sapere dove
vogliamo andare, in che modo e con quali tempi”.