“Sorpresa e amarezza”: sono le
reazioni di Assintel a un provvedimento che “non punta sull’innovazione ma su
vecchi schemi per rilanciare un’economia in sofferenza”. Per l’Associazione
aderente a Confcommercio il decreto “delude molte delle aspettative di partenza”.
In particolare, c’è delusione per l’esclusione dalla detassazione degli utili
delle imprese degli investimenti in tecnologie digitali.
Secondo Giorgio Rapari,
presidente dell’Associazione, “la nostra è e rimane una crisi endogena e
strutturale, figlia del declino della nostra politica e della decadenza di un sistema economico non più
competitivo. Investire in innovazione è strategico per ottimizzare i costi,
razionalizzare la struttura organizzativa, essere presenti sul mercato
globale. E l’investimento in
tecnologia rende da 2,5 a 6 volte
più rispetto a quello tradizionale, come conferma il recentissimo Rapporto sul
Terziario dell’Ufficio Studi di Confcommercio”.
Assintel sottolinea inoltre che
il decreto delude “la filiera del Terziario, che costituisce ormai la
stragrande maggioranza del nostro sistema economico, ma che vede ancora una
volta privilegiati gli interventi per l’industria manifatturiera”. Ed il
mercato ICT, che “comincia a sentire la crisi in modo forte e che non riesce a
comprendere come mai, ancora, non si punti sul suo rilancio: perchè è un dato
ormai consolidato, ma evidentemente ignorato, il valore anticiclico degli
investimenti in innovazione per
superare le fasi di incertezza economica”.
L’auspicio che Assintel lancia
al Governo e al Parlamento è che durante il percorso di conversione del decreto
in legge la misura possa essere integrata con un’estensione degli incentivi
anche all’adozione di tecnologie innovative, in particolare software e servizi
IT.