Secondo il presidente di Federdistribuzione, Paolo
Barberini, “la soluzione alla crisi economica è rappresentata dalla diminuzione
del costo del lavoro e delle tasse per tutti e lasciare libero il campo alla
sfida competitiva tra le aziende”. “Se però
si giudica valido lo strumento degli incentivi – ha aggiunto Barberini - allora
il settore della Distribuzione Moderna Organizzata ritiene di poter garantire
ritorni al sistema Paese quantomeno analoghi a quelli offerti dal settore
manifatturiero, settore che in ogni caso non può essere rappresentato solo
dall’auto quando, per fare un esempio, esiste una produzione italiana di
eccellenza qualitativa e quantitativa di grandi elettrodomestici o di prodotti tessili”. Infatti, Barberini ha sottolineato che
“l’industria automobilistica nazionale, per quanto volano importante
dell’economia del Paese, purtroppo non ha che il 33% di quota di mercato
contro, ad esempio, il 52% rappresentato dalla produzione italiana dei grandi
elettrodomestici, con due milioni di pezzi importati e 17 milioni esportati
(Fonte Aires, Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati,
associata Federdistribuzione N.d.R.)”. “Il ruolo della domanda e il rilancio
dei consumi – ha proseguito il presidente di Federdistribuzione - sono elementi
fondamentali per il rilancio del Paese e le aziende della Distribuzione Moderna
possono contribuire a farli crescere. L’ammodernamento dei punti
vendita vale un miliardo di euro all’anno, una cifra importante che l’attuale momento economico ha fatto rallentare
sensibilmente. L’incentivazione delle ristrutturazioni e ammodernamenti ha
diversi ritorni, da una parte garantirebbe la forte crescita dei lavori per le
PMI e le imprese artigiane presenti sui territori, a cui sono commissionati la
gran parte dei lavori di questi lavori, dall’altra consentirebbe di migliorare
gli spazi di incontro e vendita con un impatto sensibile sui consumi”. “Negli
spazi della DMO ci sono i prodotti delle grandi aziende internazionali come
quelli della piccola produzione locale: l’impatto positivo è quindi su una
filiera lunga, articolata e diffusa sul territorio. Se poi si intervenisse
sull’incentivazione dei nuovi punti vendita, l’effetto sarebbe su un mercato
oggi estremamente rallentato che però garantiva oltre 2 miliardi di euro di
investimento all’anno e 20.000 nuovi occupati”. “La Distribuzione Moderna
Organizzata è presente in tutto il Paese – ha concluso Barberini - e alimenta
una filiera di produzione, alimentare e non, che crea sviluppo, occupazione,
crescita e ammodernamento del Paese. Nel settore dei supermercati, ipermercati,
discount, grandi magazzini, grandi superfici specializzate, reti di negozi, la
concorrenza è all'ordine del giorno così come la ricerca costante
dell'efficienza. Queste due leve sono quelle che consentono la competitività
degli esercizi e che assicurano per consumatori la più ampia scelta di prodotti
di qualità ai prezzi migliori”.