Si rincorrono ultimamente sulla stampa nazionale le notizie relative al coinvolgimento dei cosiddetti compro oro in attività criminose. L’ultima viene dalla Liguria, dove è stata chiusa una società che gestiva circa 76 attività di compravendita di oro usato facente capo a narcotrafficanti finiti in manette grazie ad una operazione congiunta tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza, con sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro.
“E’ solo l’ultimo degli episodi - afferma Giuseppe Aquilino, presidente della Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi di Confcommercio - che coinvolgono queste attività commerciali che dal 2000, a seguito della liberalizzazione del mercato dell’oro, fioriscono in ogni angolo del nostro Paese”.
“Una
realtà composta, in prevalenza, da operatori in regola con le disposizioni
previste dalla normativa vigente - prosegue Aquilino - ma troppo spesso fonte
di interesse per la malavita organizzata, complice anche il rialzo del prezzo
del metallo giallo che negli ultimi mesi ha raggiunto cifre record. Ogni giorno
alla lista già lunga di interventi delle Forze dell’Ordine vanno ad aggiungersi
nuove denuncie nei confronti di titolari di questi esercizi commerciali che
dietro l’insegna compro oro, in realtà
commettono illeciti inquinando un mercato composto anche da imprese che
intravedono nel ritiro dell’oro usato l’opportunità di offrire in cambio di una
buona valutazione, monili nuovi”.
Nei prossimi giorni è previsto un intervento presso il Ministero dell’Interno per chiedere chiarimenti sulla normativa in materia di autorizzazioni di pubblica sicurezza per questa tipologia di esercizi commerciali che garantisca il mercato e gli operatori.