E’ stato presentato a Milano
B2Blood, il primo progetto italiano di responsabilità sociale a livello di
associazione di categoria ideato da AVIS Milano e Assintel (Associazione
Nazionale Imprese ICT), con il supporto dell’Unione del Commercio di Milano. Il
progetto ha coinvolto come promotori quattro grandi realtà dell’information
technology e delle telecomunicazioni che operano nel nostro Paese - CA,
Esprinet, Oracle e SAP – e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano.
La sfida di
B2Blood è impegnativa. In una prima fase, infatti, prevede il coinvolgimento di
dipendenti e collaboratori di partner e promotori puntando sulla forte leva
“culturale” e istituzionale del mondo imprenditoriale. In una seconda fase,
l’iniziativa comporterà attività congiunte di Assintel e dei partner per
sensibilizzare il maggior numero possibile di realtà che operano nel campo
dell’IT e delle telecomunicazioni e che spesso rappresentano un universo
eterogeneo e frammentato.
“Il progetto è stato ideato per
riuscire a far presa anche sulla micro, piccola e media impresa, in cui spesso
non vi sono sufficienti risorse e massa critica per ingaggiarsi in progetti
strutturali di responsabilità sociale”, ha spiegato Giorgio Rapari, presidente
di Assintel.
Ogni dipendente o collaboratore
che aderisce all’iniziativa B2Blood riceve importanti benefici in termini di
controllo della salute e prevenzione di malattie. In particolare, Avis Milano
inserirà tutti i donatori nel programma “Prevenzione e diagnosi precoce”, che
interesserà cardiovascolarità, oncologia, dermatologia, dietologia, e
allergologia e che permetterà di rilevare tempestivamente eventuali insorgenti
stati di sofferenza nei valori degli organi vitali e di indagarne le cause,
attivando il percorso ottimale. Il programma prevede anche diversi studi per
favorire la ricerca (genoma) e lo studio dell’incidenza di alcuni indicatori
relativi al pancreas, oltre al programma di prevenzione ematologico, del
melanoma della pelle, prostata, e cuore.
Ma non è tutto. Avis Milano riserverà anche specifiche
attenzioni sanitarie al famigliare del donatore e, in particolare, ai figli in
età pediatrica (fino ai 13 anni). Infine, ogni donatore verrà inserito in un
circuito di benefits “primari” (assicurazioni, salute, tempo libero, eccetera).