Turismo a Roma: comune e
categorie lavorano a un codice etico
“Stiamo mettendo a punto una strategia per far sì che la campagna di accoglienza che inizierà a settembre sia la più efficace possibile”. Lo dichiara Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, dopo aver incontrato i rappresentanti di Federalberghi e altri operatori del settore. C’è allo studio un pacchetto di regole da affiancare a una campagna di comunicazione per gli addetti ai lavori. “C’è la necessità della riscrittura di alcune regole – spiega Cutrufo - che dovranno essere condivise con le categorie. Stileremo un decalogo di buon comportamento, una sorta di codice etico, che dovrà essere sottoscritto dagli operatori del turismo, dalle categorie e dai loro associati. Chi lo infrangerà sarà sanzionato. Investiremo non solo sulla comunicazione, ma anche sulla formazione all'accoglienza.
Vediamo nel dettaglio di che si
tratta.
Regole per nuovi locali: Da
settembre in poi i pubblici esercizi che apriranno a Roma, ovvero ristoranti,
pub e bar, dovranno presentare un elenco di requisiti che dia loro una sorta di
certificazione di qualità.
Nuovi criteri di qualità: spazio
alla formazione del titolare e dei dipendenti, a spazi dedicati per i bambini, a bagni differenziati per
sesso, all’assenza di videogiochi o
apparecchi automatici, all’insonorizzazione dei locali, a menu tradotti
in lingua straniera e all’offerta
di prodotti tipici locali, all'assenza di barriere architettoniche, alla presenza di cassonetti per la
raccolta differenziata.
Spot con tassisti e ristoratori:
Dal 15 settembre al 15 novembre verrà avviata una campagna di
comunicazione attraverso spot
televisivi e radiofonici in cui saranno gli stessi operatori a rivolgersi ai propri colleghi per
lanciare un messaggio: “Il turista è un bene prezioso e bisogna tutelarlo, non
truffarlo”.
Codice etico: accanto alle
norme, gli operatori dell'accoglienza dovranno rispettare un codice etico che
segua regole ancora non racchiuse in un documento organico, ma che attengono al
rispetto di norme igieniche come la conservazione degli alimenti, la freschezza
dei prodotti, ma anche la gentilezza del servizio e il rispetto dei prezzi di
listino.
Sanzioni più severe: Il
Campidoglio sta pensando,
attraverso una modifica della legge regionale sui regolamenti dei
pubblici esercizi, alla possibilità di applicare direttamente sanzioni ai locali che trasgrediscono alle
norme. Il comune potrà, per esempio, sospendere per qualche mese la licenza ai titolari senza dover
ricorrere alla magistratura.