“La montagna sta partorendo il
classico topolino”. Questo il commento di Giorgio Schiavo, presidente di
Confedertaai, associazione rappresentativa della maggioranza delle autoscuole
italiane, a proposito del provvedimento che dovrà concedere ai giovani non
ancora maggiorenni di mettersi al volante, opportunamente assistiti da un tutor
con almeno 10 anni di patente. Secondo Schiavo, “se entro giovedì non saranno
apportati gli opportuni emendamenti nel testo attuale, il provvedimento, noto
come guida accompagnata a 16 anni, verrà svuotato di valore”. “Infatti – ha
aggiunto il presidente Confedertaai - la possibilità di esercitarsi alla guida
con tutte le garanzie di sicurezza, sarebbe riservata solo ai diciassettenni,
anziché ai sedicenni, e già muniti di patente A, quella per i motoveicoli. Una
legge che discriminerebbe innanzitutto le donne ed i disabili, che generalmente
non conseguono quel tipo di patente, e ridurrebbe di fatto la pratica a poco
più di sei mesi se si considerano gli adempimenti burocratici necessari all’
ottenimento della patente per i motocicli”. Schiavo chiede dunque di ritornare
la progetto ampiamente discusso e approvato dalla Commissione Trasporti del
precedente Governo, progetto che non pone pregiudiziali di patente A e che
consente l’esercitazione accompagnata alla guida all’età di 16 anni. “Un
sistema – ha concluso – già in vigore da decenni in Francia dove ha dato ottimi
risultati in tema di sicurezza stradale”.