Il gruppo d’acquisto: un valido aiuto contro la crisi?
Lo sviluppo di un grande gruppo
d’acquisto può essere uno strumento utile in questo difficile momento? Va
considerato un pericolo o piuttosto un’opportunità?
Con Massimo
Donda, presidente di Federcalzature, a fare da moderatore, ne hanno
discusso durante la fiera Micam recentemente tenutasi a Milano, Vito Artioli, presidente
dell’associazione calzaturifici
italiani e del Micam, il presidente dei pellettieri e del Mipel Giorgio
Cannara, Andrea Tomat Presidente Stonefly, Cleto Sacripanti, amministratore
delegato di Manas e Gabriele Grandini
Amministratore Delegato di Siport Barbie.
La risposta fornita a questa
alleanza tra distribuzione e produzione dagli imprenditori
ed esperti del settore calzaturiero è stata sostanzialmente positiva. Né poteva
essere altrimenti, dal momento che, sebbene gli italiani seguitino a viverli
come una sorta di oggetto sconosciuto, i grandi gruppi d’acquisto in Europa e
nel mondo sono un dato oramai acquisito e quasi scontato.
Nel ricordare le proprie
esperienze e conoscenze in merito allo sviluppo dei gruppi d’acquisto
all’estero, sia nel settore calzature, che in quello sportivo, gli intervenuti
hanno indicato una serie di caratteristiche che devono contraddistinguere un gruppo:
sicurezza e puntualità nei pagamenti, centralizzazione e standardizzazione
ordini, rapporti più stretti tra marchio e distribuzione per accordi
distributivi personalizzati e campagne promo-pubblicitarie ad hoc in
collaborazione e per format omogenei, anticipo data ordini, sviluppo campionari
personalizzati, corsi di formazione per addetti alla vendita.
È stato anche sottolineato che
il gruppo d’acquisto non deve trasformarsi in un anello in più della filiera
distributiva (e quindi in un costo aggiuntivo) ma deve rimanere agile e snello,
svolgere il ruolo di facilitatore d’incontro e di comunicazione, tra i singoli
punti vendita ed i marchi.