“Contrariamente a quanto riportato
nei titoli di alcuni quotidiani, la recente sentenza del Consiglio di Stato in
merito alla legge sul divieto di fumo non farà cedere alcuna trincea e non farà
riaprire alcun caso; né tale sentenza dà e darà mai la possibilità di tornare
ad accendere la sigaretta nei pubblici esercizi”. Lo precisa in una nota la
Fipe.
“Il divieto di fumo entrato in vigore dal primo gennaio
2005 – continua la Federazione dei pubblici esercizi - è rispettato da tutti
gli italiani, esercenti e clienti, all’interno di bar, ristoranti, pub,
stabilimenti balneari e persino discoteche. Non si può dire altrettanto,
invece, per quanto avviene negli ospedali, sale di aspetto ed uffici pubblici e
privati dove, nonostante il divieto, si continua tranquillamente a fumare”.
“Fipe – conclude la nota - sin dal 2005 diede vita alla
campagna “No allo sceriffo” per tutelare gli esercenti ai quali non poteva
essere delegato un ruolo che è proprio dei funzionari pubblici. Il Tar, pochi
mesi dopo, diede ragione a Fipe; ragione rafforzata e confermata anche dalla
sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto l’impugnativa”.