Costi bancari elevati e grande difficoltà di accesso al
credito. E’ forte la preoccupazione di Fnaarc, la Federazione nazionale degli
agenti e rappresentanti di commercio e numerose sono le segnalazioni che
giungono a Fnaarc dagli agenti e rappresentanti di commercio (200.000 in tutta
Italia). “La situazione è particolarmente seria – ha affermato
Adalberto Corsi, presidente di Fnaarc – per le nostre imprese perché gli
agenti di commercio ricevono le provvigioni dalle loro case mandanti di norma
30 giorni dopo la fine di ogni trimestre. Questo vuol dire che in alcuni
periodi dell’anno, come ad esempio quello dei pagamenti delle imposte, gli
agenti e rappresentanti soffrono una crisi di liquidità, sia pure temporanea,
ed hanno necessità di anticipazioni bancarie che possono essere restituite
entro breve tempo”. Ma dalle banche i rubinetti restano troppo spesso chiusi:
“La difficoltà di accesso al credito – ha rilevato Corsi - nonostante condizioni
migliorate come a Milano e in Lombardia attraverso la garanzia dei consorzi
fidi elevata al 70% grazie ai finanziamenti regionali e camerali, resta alta ed
è la preoccupazione emersa all’Unione del commercio di Milano in occasione del
recente Roadshow su credito e pmi promosso da Confcommercio. Purtroppo i nostri
associati denunciano questa diffusa rigidità del sistema bancario verso
l’erogazione del credito”. Il presidente di Fnaarc Corsi è anche molto
preoccupato per le commissioni introdotte dalle principali banche al posto di
quelle legate al massimo scoperto: “ciò porrà molti dei nostri operatori in
situazione di oggettiva difficoltà con il rischio di arrivare anche alla
chiusura delle attività”. L’appello
di Fnaarc è quello di una maggiore attenzione da parte del sistema bancario
verso le piccole imprese che hanno, oggi più che mai, necessità di un “polmone”
finanziario che permetta di superare i momenti di crisi di liquidità, coperti
successivamente – nel caso degli agenti di commercio - dal regolare incasso
delle provvigioni maturate.