In tempi di crisi, le mense
biologiche perdono mercato. Il presidente Angem, Ilario Perotto,ha sottolineato
che c’è “una riduzione della richiesta per mense biologiche nella necessità di
parametrarsi a costi inferiori. Sul biologico c’è sempre stata difficoltà a
poter adeguare i costi ai bandi d'asta e ora è un momento di difficoltà anche
per le offerte che riguardano le mense normali tanto che il Comune di Genova,
dopo aver visto andare deserto il
primo bando d'asta a novembre, ha riproposto un nuovo bando dove uno dei
quattro lotti in appalto non e' stato ancora aggiudicato”. “Ma sul biologico –
ha aggiunto Perotto – c’è anche un altro
problema, quello di non trovare sempre le disponibilità di tutto il
prodotto richiesto, soprattutto in alcuni periodi dell'anno”. “Quindi ritengo
che le mense biologiche più di tanto non si possano diffondere – ha concluso
Perotto - proprio a motivo di questa reperibilità non ancora adeguata nella
quantità e i problemi di costi. Abbiamo anche notato che la non disponibilità
dei rifornimenti richiesti in certe occasioni ha creato problemi nella gestione
del servizio mense”. Alle dichiarazioni di Perotto ha replicato Andrea
Ferrante, presidente dell'associazione italiana agricoltura biologica (Aiab): “è vero che abbiamo avuto
problemi sulla stagionalità nel senso che in questo periodo le piogge
insistenti hanno causato danni agli ortaggi e di tutto ciò il biologico risente
di più. Però, grazie al fatto che contemporaneamente sono crollati i prezzi,
non ci sono stati grandi scompensi”. “Le mense biologiche continuano a essere
il nostro principale mercato di riferimento e lo teniamo stretto. Ogni giorno
vengono distribuiti un milione e duecentomila pasti al giorno. I prezzi che si
praticano nelle mense scolastiche bio sono poi molto bassi”.