Due mesi per trovare un accordo sulla partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese. E’ questo il risultato dell’incontro svoltosi al Ministero del Lavoro al quale hanno partecipato tra gli altri Confcommercio, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil ed Ugl.
Un confronto che proseguirà solo
tra le parti sociali perché - come ha spiegato Sacconi al termine della
riunione – “il Ministero parteciperà con la segreteria tecnica che metterà a
disposizione gli strumenti normativi che ci sono in materia”. Sessanta giorni,
quindi, al termine dei quali aziende e sindacati dovranno trovare un’intesa o -
come ha detto Sacconi – “dovranno avere almeno un avviso comune, perché se
servirà altro tempo, certamente non potremo non riconoscerlo”. L’obiettivo -
per il ministro - resta comunque quello di “stimolare l’evoluzione delle
relazioni industriali e, attraverso di essa, arrivare ad un lavoro di qualità”.
Chiaro, però, il messaggio alle parti sociali: “la partecipazione agli utili
non può essere il grimaldello con il quale il conflitto viene proseguito con
altri mezzi. Se qualcuno ha qualche riserva mentale di questo tipo, ovviamente,
un’intesa sarebbe impossibile”.
“Sì alla partecipazione perché
è un sistema che permette di guadagnare e di contare di più”. Così il
segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine del tavolo avviato
dal ministero sulla partecipazione agli utili aziendali per i lavoratori. Il
dirigente sindacale auspica che “tutto il sindacato, come una persona sola, giochi
questa carta fino in fondo, perché da questo dipende il benessere di tutti i
lavoratori e della democrazia italiana”.
Bonanni ha definito “importante
la riunione che e' stata convocata oggi e che si assomma con l'iniziativa
bipartisan in parlamento”.
“La partecipazione dei
lavoratori agli utili delle imprese è un tema che unisce il Paese e non lo
divide”. Questo il commento del segretario confederale della Uil, Lamberto
Santini. “In un periodo di crisi - ha spiegato Santini - il rapporto tra mondo
del lavoro e imprese può essere utile. La partecipazione dei lavoratori agli
utili delle imprese è un elemento di coerenza, di comportamenti costruttivi,
da' risposte alle realtà più deboli”. Per il segretario generale della Confsal,
Marco Paolo Nigi, ha dichiarato di essere sostanzialmente d’accordo con la
proposta del ministro Sacconi relativa all'avviso comune, soluzione non
legislativa, che realizza la piena condivisione delle parti in tema di
partecipazione. “L’argomento – ha detto Nigi - ruota anche sul tema della
rappresentanza che è questione ancora irrisolta e per la quale la Confsal, con
più Convegni, ha rilanciato la necessità di soluzione”. Questa invece la
posizione del segretario generale di Cisal, Francesco Cavallaio:“sì alla
partecipazione agli utili; no alla co-gestione; no alla regolamentazione per
legge, se non per incidere in modo più significativo sulla retribuzione dei
lavoratori attraverso la detassazione”.