Nel 2009 la riduzione delle
quotazioni internazionali del petrolio, nell’ipotesi di un prezzo costante sui
livelli di gennaio, potrebbe portare risparmi per 19,6 miliardi di euro per le
imprese e 6,74 miliardi di euro per le famiglie. Lo ha sottolineato il
responsabile dell’Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, nel corso
dell’audizione in commissione Industria del Senato nell’ambito dell'indagine
conoscitiva sui prezzi dei prodotti petroliferi e sui loro effetti
sull’economia.
“Il risparmio per le famiglie -
ha sottolineato Bella - implicherebbe un giovamento di minori spese obbligate,
per i diversi tipi di energia consumata, pari a 280 euro per singolo nucleo”.
Nell’ipotesi di uguaglianza dei consumi da febbraio fino a dicembre 2009
rispetto all’analogo periodo del 2008, il risparmio per l’energia elettrica
nell’anno in corso dovrebbe ammontare a 640 milioni di euro e per il gas a 800
milioni di euro.
Per quanto riguarda invece le
imprese, il calo non dovrebbe di per sé costituire un vantaggio specifico, in
quanto generalizzato a tutti i principali partner commerciali.
I riflessi degli aggiustamenti
al ribasso dei prezzi dell’energia e del gas, nell’ipotesi di una riduzione dei
consumi nell’ordine del 2,5% nell’anno in corso rispetto al precedente,
conseguenza della minor attività produttiva, sono pari a circa 5,5 miliardi di
euro per l’energia elettrica e a circa 2,5 miliardi di euro per il gas.
Per la Confcommercio “è necessario, ad ogni modo, un maggiore impegno nella direzione di rendere completo ed efficace il processo di liberalizzazione del settore della distribuzione dei prodotti energetici, soprattutto in materia di gas”.