Entro il 2009 il commercio potrebbe perdere oltre 19.000 posti di lavoro, ma l’emorragia sarà concentrata nei piccoli negozi e nelle medie aziende mentre la grande distribuzione continuerà ad assumere. E’ quanto prevede il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e mercato del lavoro in un’indagine con la quale si sottolinea comunque che il calo occupazionale previsto nel complesso del settore (-1,1%) è inferiore a quello dei servizi in totale (-1,3%) e dell’intera economia (-1,9%).
Segnano un avanzamento nel
totale degli occupati solo le aziende commerciali con oltre 250 dipendenti
(3.930 posti in più il saldo a fine anno, pari a un +1%) ma tra queste vanno
bene soprattutto quelle al commercio al dettaglio (+4.930 posti, +1,5%) mentre
quelle del commercio all’ingrosso e degli autoveicoli perdono 1.010 posti. Nel
commercio al dettaglio vanno meglio le grandi aziende che si concentrano sui
prodotti alimentari (2.930 il saldo positivo tra assunzioni e uscite) rispetto
a quelle di abbigliamento e accessori (+560) e prodotti per la casa (+620).
La tendenza occupazionale nelle
imprese di dimensioni più ridotte è invece fortemente negativa. Nel totale del
commercio le imprese che contano tra 1 e 9 dipendenti perdono 11.790 posti
(-1,6%), mentre quelle tra 10 e 49 segnano un saldo negativo di 7.500 unità
(-1,7%) e quelle con la forbice 50-249 dipendenti ne perdono 3.700 (-1,5%).
Il calo complessivo degli occupati nel commercio si distribuirà più o meno equamente sul territorio nazionale con 3.080 posti in meno nel Nord Ovest, 4.050 nel Nord Est, 6.850 al Centro e 5.080 nel Sud e Isole. Il saldo tra entrate e uscite è negativo in 82 province e positivo in altre 22.