Federdistribuzione: “filiere efficienti per dare le giuste risposte ai bisogni dei consumatori”
“Risolvere il problema dell’inefficienza delle filiere
agro-alimentari è fondamentale per costruire un sistema di offerta in grado di
soddisfare le nuove e più complesse esigenze dei consumatori e contenere al
contempo i prezzi”. Lo ha sostenuto
Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione, nel suo intervento
nell’ambito del workshop organizzato a Roma da Consumers’ Forum dal titolo
“Filiere lunghe, filiere corte, filiere estemporanee”.
“Il tema – ha specificato Barberini - non è filiera lunga
o filiera corta, ma quello di avere una filiera efficiente. Raggiunto questo
obiettivo automaticamente la lunghezza della filiera sarà quella ottimale per
ogni prodotto e contesto distributivo, come dimostra il confronto con le
altre realtà europee”. Secondo il presidente di
Federdistribuzione, non si possono più rimandare interventi “ormai necessari”,
senza i quali “si vedrebbe arretrare ulteriormente il nostro Paese nelle
classifiche della produttività, ma soprattutto il mondo agricolo sarebbe
condannato ad un impoverimento di cui veramente non ha
bisogno”. Per questo, bisogna “impostare un sistema di produzione,
trasformazione e distribuzione in grado di assicurare una buona qualità dei
prodotti che sia costante nel tempo; produzioni sufficienti a soddisfare la
domanda; un sistema di sicurezza alimentare che preservi al massimo
dall’insorgere di crisi e che sappia reagire tempestivamente. Tutto questo
ricercando la massima efficienza, per ottenere un secondo risultato
fondamentale: il miglior prezzo possibile dei prodotti”.
Barberini ha poi sottolineato che “il settore
agro-alimentare non deve essere sostenuto dai contributi nazionali o
comunitari. Questa può essere una necessità attuale, può essere un passo
inevitabile nel cammino di miglioramento e sviluppo, ma l’obiettivo finale deve
essere l’auto-sostenibilità, che scaturisce dall’aver realizzato un sistema
moderno, innovativo e, il presidente di Federdistribuzione ha poi fatto
riferimento al problema della frammentazione degli operatori nell’ambito delle
filiere, sostendendo che “questo è il problema principale, che si può
riscontrare nella produzione agricola ma anche nella trasformazione
industriale, nella
logistica, nell’ingrosso e nel sistema distributivo.
Facendo un qualunque paragone
internazionale risulta che le dimensioni delle nostre
imprese sono minori rispetto a
quelle degli altri paesi europei, in qualsiasi anello
della filiera si vada a proporre
questo confronto. La frammentazione genera lunghezza delle
filiere, quindi inefficienza
complessiva del sistema e prezzi più alti per i
consumatori” .
“Introdurre maggiore efficienza nelle filiere – ha
concluso Barberini - non significa porre in secondo piano il ruolo della
piccola e media impresa agricola. Al contrario, le produzioni locali di qualità
sono un patrimonio importante che deve essere valorizzato, poiché rispondono ad
un bisogno specifico dei consumatori e sono l’espressione del ‘saper fare’ italiano.
In questo senso è fondamentale che il rapporto tra la distribuzione moderna e
le PMI continui e si intensifichi in chiave di partnership”.