A Cosenza, presso la sede della
Camera di Commercio, si è svolta la decima tappa del Roadshow Pmi di
Confcommercio, l’iniziativa itinerante su tutto il territorio nazionale che
affronta, in ciascuna delle tappe previste, un tema di particolare interesse per
il mondo delle piccole e medie imprese. Nell’occasione, si è tenuto un convegno
dal titolo “No alle due Italie, sì al rilancio del Mezzogiorno”, nel corso del
quale sono stati presentati i risultati di una ricerca Confcommercio-Format che
analizza, in particolare, il “sentiment” delle imprese del Mezzogiorno sui temi
della crisi economica, degli investimenti, del credito. Sono intervenuti tra
gli altri, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli; il presidente della
Regione Calabria, Agazio Loiero; il presidente di Confcommercio Cosenza, Klaus
Algieri. Per circa il 75% delle Pmi del Mezzogiorno la crisi economica ha
inciso o sta incidendo in misura significativa sulla propria attività.
Maggiormente colpite sono le imprese del commercio. Il 64,4% delle imprese del
Sud è, tuttavia, fiducioso di superare la crisi e il 52,8% delle Pmi ritiene di
essere ormai prossimo all'uscita dalla crisi. Solo il 5,8% delle imprese crede
di essere ormai fuori pericolo, mentre il 41,3% delle Pmi dichiara di essere
ancora nel pieno della crisi e non ha idea di quando ne uscirà. Aumenta la
percentuale delle imprese del Mezzogiorno che hanno effettuato investimenti
nonostante la crisi. Erano il 23,1% nel periodo 2007-2008, mentre sono state il
28,4% nel periodo 2008-2009. Nel solo 2009 hanno effettuato investimenti il
13,6% delle imprese. per il 2010 Il 41,6% delle Pmi del Mezzogiorno ha
intenzione di effettuare investimenti nel 2010. Aumentata la percentuale di
imprese che hanno difficoltà rispetto al proprio fabbisogno finanziario: erano
il 50% nel 2008, sono diventate il 59,4% nel 2009. Tra le cause principali:
l’irregolarità e il ritardo dei pagamenti (per il 38,3% e il 52,2% delle Pmi) e
il fatturato insufficiente (per il 35,7%).
Nel 2009 rispetto al 2008 si
sono acuiti, in particolare, l’insufficienza del fatturato e il ritardo nei
pagamenti da parte dei clienti. Nel 2009 le Pmi in difficoltà rispetto alla
capacità di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario hanno adottato le
medesime strategie dell'anno precedente: pagando in ritardo i propri fornitori
(47,1%) e ricorrendo agli scoperti di conto corrente presso le banche o presso
altri operatori finanziari “non bancari” (47,8%). Circa un terzo delle imprese
del Meridione giudica efficace l'azione ed i provvedimenti varati dal Governo
per contrastare la crisi economica. Per due imprese su tre non sono, invece,
efficaci. Tra i motivi dell'inefficacia, il 62,6% ritiene che siano
"insufficienti" ad affrontare i problemi della crisi. Diminuisce la
percentuale di Pmi del Mezzogiorno che giudica utile l'istituzione di una banca
del Sud (57,4%). Il 50,3% delle imprese del Meridione ritiene invece utile il
recente provvedimento di moratoria sui debiti delle Pmi, sottoscritto da alcune
associazioni di categoria con l’Abi.