La
fiscalità che grava sugli agenti e sui rappresentanti di commercio mette a
rischio la sopravvivenza della categoria, che negli ultimi anni ha visto
“andare a casa” 20 mila operatori. A lanciare il grido di allarme sono la
F.n.a.a.r.c.-Confcommercio e gli altri sindacati del settore (Fiarc, Usarci,
Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Ugl) che hanno illustrato a Roma, nel corso di una
conferenza stampa a cui ha partecipato tra gli altri Gianfranco Conte,
presidente della Commissione Finanze della Camera, un documento unitario
riguardante le rivendicazioni fiscali della categoria. La crisi, combinata con
la forte pressione fiscale e contributiva a carico degli agenti, ha provocato
negli ultimi anni una riduzione del 30% nei ricavi degli operatori. In
particolare, si sono registrate riduzioni fino al 40% nei comparti delle
vendite di prodotti industriali, dei materiali elettrici e dell'abbigliamento,
ma il saldo è negativo (-10% anche in un ambito considerato “sicuro” come
quello alimentare. Gli agenti, in Italia 210 mila, si caratterizzano per
l’indipendenza rispetto alle case mandanti e per il fatto di essere retribuiti
solo con una provvigione percentuale rispetto alle vendite. Inoltre non
fruiscono degli “ammortizzatori sociali” e sopportano per intero i costi dell’attività
e quelli fiscali.
Tra i correttivi richiesti dalla
categoria c’è l’elevazione, dagli attuali 25.822 a 50.000 euro, del massimale
del valore imponibile per la deducibilità dei costi di acquisto (o leasing)
delle autovetture; la riconsiderazione delle modalità a cui è legato il
pagamento dell’Irap. Avendo la Corte di Cassazione chiarito che, in assenza di
“autonoma organizzazione”, l’imposta non sia più da pagare, i sindacati
propongono il numero di 3 addetti, compreso il titolare, come limite al di
sopra del quale vi è “autonoma organizzazione”; la sospensione per tre anni,
sia per i fattori di crisi prima indicati, sia per l’assoluta certezza dei
redditi prodotti, degli studi di settore; la fruizione anche da parte degli
agenti dei “contributi all’aggregazione”, cioè lo sconto fiscale previsto per i
professionisti che decidano di lavorare in forma aggregata, dotandosi di
uffici, strumenti informatici e personale dipendente. Il presidente della
Commissione Finanze della Camera, Gianfranco Conte, intervenendo brevemente al
termine della conferenza stampa, ha “annunciato
che “le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali verranno prese in
considerazione già ad inizio del 2010”.